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Il mio bilancio dopo l'eccezionale nevicata del 31 gennaio-1 febbraio
Comunicato stampa ufficiale
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In seguito all’emergenza neve che ha colpito il territorio comunale di Collesalvetti nei giorni 31 gennaio e 1-2-3-4 febbraio scorsi, il Sindaco Lorenzo Bacci fa il punto della situazione, stilando un bilancio di quanto accaduto e di come sia stata affrontata l’emergenza stessa.

“L’eccezionale evento nevoso, che si è verificato indistintamente in tutte le nove frazioni e che, dunque, ha colpito uniformemente i 109 chilometri quadrati del territorio colligiano, con precipitazioni che hanno raggiunto punte di oltre 30 cm, è stato affrontato in modo positivo grazie all’immediato dispiego di energie pubbliche e private che siamo stati in grado di mettere in campo”.  
Queste le parole del Sindaco, che ha tenuto a precisare che “l’onere degli interventi sostenuti da parte dell’Amministrazione, stimabile in oltre 20 mila euro, è già stato relazionato al Centro Operativo della Protezione Civile della Provincia di Livorno, unitamente alla richiesta per il riconoscimento dello stato di calamità, anche al fine di attivare ogni forma possibile di contribuzione regionale alle spese sostenute”.
Il Sindaco ha poi illustrato che “nelle operazioni sono stati dislocati su tutto il territorio fino a 12 mezzi operativi contemporaneamente, per lo spazzamento della neve e lo spargimento del sale”, ricordando come “sulle sole strade comunali sono stati distribuiti complessivamente 17 mila kg di sale, sia in fase preventiva che, successivamente, durante l’evento”.
“Venti tra tecnici e personale amministrativo coinvolti nel monitoraggio delle varie situazioni di criticità e pericolo e sedici gli operai impiegati, sotto il coordinamento dal Responsabile della Protezione Civile comunale Sandro Lischi, che ha gestito ottimamente la situazione, attivando dalle ore 7 dell’1 febbraio, il Centro Operativo Comunale, che è poi rimasto a disposizione della cittadinanza per informazioni, fino al termine dell’emergenza insieme al personale della Polizia Municipale, coordinata dal Comandante Paolo Cecconi”.
Il Sindaco ha anche ringraziato per l’efficace coordinamento e la disponibilità mostrata, il Responsabile del Centro Operativo della Protezione Civile della Provincia di Livorno Angelo Mollo e l’Assessore Teresa Sposito, il Comandante della Polizia Provinciale Maurizio Trusendi e la Prefettura, nella persona del Viceprefetto vicario Dott. Girolamo Bonfissuto.
“Un ringraziamento che si estende a tutti coloro che hanno lavorato in queste ore e che si sono adoperati per fronteggiare l’emergenza e garantire la sicurezza e l’incolumità dei cittadini: a partire proprio dai volontari della Pubblica Assistenza di Collesalvetti, che hanno monitorato costantemente il territorio e risposto a chiamate d’aiuto, così come quelli della Misericordia di Vicarello, costantemente disponibili e pronti a prestare soccorso agli automobilisti rimasti bloccati sulla Via Emilia la notte del 31 gennaio”.
Sia la Pubblica Assistenza che la Misericordia hanno inoltre assicurato gli spostamenti della guardia medica notturna mettendo a disposizione mezzi con quattro ruote motrici. Sottolineato nelle parole del Sindaco anche il ruolo fondamentale degli agricoltori (le Aziende Agricole Rutinelli G. e S., Di Campo, Schaer, Coppari e Borruso) con i propri mezzi per le operazioni di spazzamento delle strade e spargimento del sale, così come delle ditte di supporto, che hanno coadiuvato il Comune a fronteggiare l’emergenza (Collecoop, Abate, Tecnoter, Isonzo), ad esempio sulla messa in sicurezza delle alberature gravate dal peso della neve. Infine una menzione particolare per lo sforzo da parte delle aziende di servizio ENEL e ASA, che hanno ripristinato i guasti alle utenze e, dall’altro, l’impegno delle Forze dell’Ordine e dei Vigili del Fuoco impegnati costantemente sul territorio.
Nella giornata di oggi, Lunedì 6 Febbraio, sono state regolarmente riaperte le scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado, così come i servizi educativi prima infanzia e i centri diurni privati. Per quanto riguarda le strutture scolastiche, è stato effettuato un puntuale controllo quotidiano nei giorni scorsi da parte dell’Ufficio Lavori Pubblici e Manutenzioni, sia in relazione al funzionamento delle caldaie, che all’accessibilità esterna degli edifici.
Visto che il Centro Funzionale Regionale (www.cfr.toscana.it) ha emesso in queste ore una nuova allerta ghiaccio di criticità moderata fino alle ore 12 di Lunedì 13 Febbraio, si invitano tutti i cittadini a prestare particolare cautela, al fine di scongiurare e prevenire eventuali pericoli connessi al suddetto rischio.
Stante l’abbassamento delle temperature previsto per i prossimi giorni, si ricorda l’ordinanza che autorizza l’ampliamento dell’orario di accensione delle caldaie private per 24 ore al giorno (valida fino al 15 Febbraio p.v.) e si invita ad adottare tutte le misure necessarie al fine di proteggere i contatori dell’acqua dalle gelate.
“Al momento – ha concluso il Sindaco – paiono esclusi rischi di nuove copiose nevicate che possano interessare il territorio comunale di Collesalvetti. Ciononostante, invito i cittadini a seguire i costanti aggiornamenti che potranno essere pubblicati sul sito internet del Comune (www.comune.collesalvetti.li.it) o sulla pagina Facebook dello stesso (digitare “Comune Di Collesalvetti”), dove è possibile trovare anche preziosi suggerimenti e comportamenti da adottare in casi di precipitazioni nevose. È possibile inoltre monitorare la situazione meteo tramite il sito internet www.lamma.rete.toscana.it.
L’Amministrazione Comunale ricorda inoltre che onde evitare l’insorgere di situazioni di potenziale rischio per i cittadini che risiedono lungo viabilità non classificate come pubbliche (comprese le strade vicinali), è auspicabile che gli stessi si premuniscano di numeri telefonici di ditte in grado di intervenire in caso di necessità per la pulitura delle viabilità stesse. Stante l’estensione del territorio comunale ed i circa 150 km di viabilità comunale da coprire, non sarebbe infatti possibile per l’Amministrazione intervenire, salvo in caso di emergenze sanitarie comprovate o pericoli per la pubblica incolumità.
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"Colle: entriamo nell'Authority"
II sindaco Bacci: «Non abbiamo il mare ma abbiamo aree-chiave per far ripartire lo scalo»
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da "Il Tirreno" del 20/01/2012 (di Mauro Zucchelli)
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COLLESALVETTI - Il Comune di Collesalvetti torna alla carica: vuol entrare a far parte dell'Autorità Portuale. Parola del sindaco Lorenzo Bacci, che sottolinea di averne fatto un obiettivo di legislatura. Possibile che una qualche parte un municipio senza neanche una fettina di mare ricada all'interno della giurisdizione di una istituzione portuale: a Collesalvetti ammettono che «non esistono precedenti in Italia», se non un tentativo (poi rimasto a metà strada) in Veneto che avrebbe coinvolto non un centro minore «bensì Padova». «Non abbiamo il mare - dice Bacci - ma abbiamo quel che serve perché Livorno diventi davvero il porto non di una città ma di una regione tutta intera, come chiede il governatore Rossi e come vogliono le stesse istituzioni livornesi». Tradotto: il territorio colligiano non arriva in riva al bagnasciuga ma può mettere a disposizione «assi coinvolti nell'identikit di un porto moderno ». Come l'autoporto del Faldo («voluto non a caso da Italo Piccini»), come l'interporto («con un collegamento ferroviario direttissimo con le banchine ancora non concretizzato»), come «le aree di proprietà dell'Authority nel nostro territorio». Bacci si mostra ottimista: dice di aver raccolto passo dopo passo l'ok del Comune di Livorno, il via libera doli vertici dell'Authority, segnali positivi dalla Regione («a cominciare dall'assessore Ceccobao») e anche del ministero. Se adesso Collesalvetti riparte con questa istanza è anche sulla scia della firma dell'intesa per la «realizzazione del primo stralcio funzionale del progetto di adeguamento idraulico del canale Scolmatore»: Pisa e Livorno, finalmente, dopo la lite della settimana scorsa sotto gli occhi del  presidente della Regione, sono tornati al tavolo del governatore e hanno trovato modo di collaborare. Collesalvetti ha ridotto da oltre 500 a 100mila euro la propria quota ma Bacci tiene a sottolineare il «ruolo fondamentale e convinto che abbiamo avuto noi di Colle, com'è testimoniato anche dall'approvazione all'unanimità della bozza di accordo da parte del consiglio comunale». Il progetto relativo allo Scolmatore resta uno degli impegni chiave della Regione in questi anni ma è stato dimezzato (da 108 a 51 milioni di euro) e ha rovesciato le proprie priorità: prima metteva al centro soprattutto la navigabilità del canale, adesso l'attenzione è inizialmente concentrata soprattutto sulla messa in sicurezza dal punto di vista idraulico per dire alt al rischio di allagamenti. «E un aspetto estremamente importante per il nostro territorio», avverte Bacci: non solo si sta eliminando il "tappo" di melma che ostruisce il deflusso verso il mare, la foce armata  dovrebbe cancellare anche la possibilità che si formi di nuovo. Lo Scolmatore nato per tenere a bada l'Arno in caso di alluvione, in realtà non riceve quasi mai acqua dall'Arno: è riempito principalmente da un reticolo di affluenti minori che interessano una fascia che arriva a Bientina e Crespina. In caso di piena, se lo Scolmatore funziona "a rovescio" come accade spesso, gli affluenti si gonfiano e tracimano allagando vaste estensioni. Anche e soprattutto intorno a Colle.

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Lavori in corso.
Strade, illuminazione, scuole e non solo...
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Grazie alla possibilità derivante dall'iniziativa della Regione Toscana, che ha consentito ai Comuni virtuosi di sbloccare e quindi utilizzare risorse residue accumulate negli anni passati, che fino ad ora non era stato possibile spendere a causa degli assurdi vincoli derivanti dal Patto di Stabilità interno (che, in sintesi, costringe il Comune di Collesalvetti a tenere in cassa una cifra intorno ai 4 milioni di euro), l'Amministrazione comunale di Collesalvetti è riuscita nel mese di Dicembre 2011 ad avviare una serie di lavori.

Si tratta di interventi che erano attesi dalla cittadinanza e che rappresentano un chiaro segnale di come l'Amministrazione intenda rispondere alle esigenze emerse nei numerosi incontri pubblici che si sono tenuti e che procederanno con le iniziative del Forum comunale, a partire dal prossimo 26 gennaio a Colognole.

In primis, va registrato l'intervento di sistemazione di via dell'Aietta a Parrana San Martino, strada che aveva risentito delle conseguenze di una frana mentre, sempre per quanto riguarda la viabilità, sono stati programmati lavori di asfaltatura di alcuni tratti di strade comunali, a partire dalla Via Curiel (Stagno), che prenderanno il via a partire dal mese di marzo.

Ancora a Stagno va registrato l'intervento di adeguamento delle opere idrauliche legate alla Via XXV Aprile, insieme alla sostituzione dei pali della pubblica illuminazione in Via Gobetti, Via Fratelli Rosselli e Via Buozzi. Sostituzioni della pubblica illuminazione anche nelle zone artigianali-industriali di Collesalvetti (Via Milano e Via Bologna) e Guasticce (Via Francia), così come in altre zone residenziali del territorio, a partire da Piazza Gramsci, a Collesalvetti.

Accanto all'illuminazione, altri interventi legati alla sicurezza prevedono il ripristino dei sistemi di videosorveglianza presso i parchi pubblici di Stagno (Piazza Donatori di Sangue) e Collesalvetti (Via Grandi), ai quali si affiancheranno quelli di cui saranno dotate, sempre su Collesalvetti, Piazza della Repubblica e la zona degli impianti sportivi.

In oltre 40mila euro è invece stimabile l'intervento di adeguamento delle caldaie degli edifici scolastici comunali, a partire dalle scuole dell'infanzia di Collesalvetti e Vicarello, per passare poi alla media di Stagno.
Sempre per quanto riguarda il settore scuola-educazione, sono stati sostituiti gli infissi della Biblioteca comunale ed inoltre, importante sia per i bambini che frequentano le scuole colligiane sia per le associazioni sportive del territorio, sono gli interventi di sistemazione degli impianti elettrici della palestra della scuola media di Stagno, così come del palazzetto "Bruno Verenini" di Vicarello.

Infine, nel percorso di ottimizzazione e piena entrata in funzione del piano di protezione civile comunale, che si concretizzerà nell'anno 2012, sono stati acquistati una torre faro carrellabile ed un generatore polifunzionale, dotazioni tecnologiche fondamentali in casi di interventi di protezione civile.

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Le mie considerazioni in merito all’Accordo di Programma sullo Scolmatore
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L'Amministrazione Comunale di Collesalvetti non può che esprimere soddisfazione per la firma dell'Accordo di Programma per la realizzazione del primo stralcio funzionale del progetto di “adeguamento idraulico del canale Scolmatore”.
L'intervento, finalizzato al ripristino della funzionalita’ del canale e alla realizzazione della foce armata, è stato definito a seguito di un percorso che ha visto il Comune di Collesalvetti svolgere un ruolo fondamentale e convinto, come testimoniato anche dall'approvazione all'unanimità della bozza dell'accordo stesso lo scorso 23 dicembre in Consiglio Comunale.
Riguardo alle concrete ricadute positive che l'accordo porterà per il nostro Comune, in primis, va sottolineato come l'intervento di adeguamento idraulico arriverà a raddoppiare la portata attuale dello Scolmatore e, se a ciò si aggiunge che saranno effettuate le risagomature degli argini dello Scolmatore, fino all'Interporto compreso, così come del torrente Tora nel tratto di confluenza con lo Scolmatore stesso, quindi alle spalle della frazione di Guasticce, è evidente come si vada a migliorare sensibilmente il reticolo idraulico maggiore che interessa la parte pianeggiante del territorio comunale.
A questo si affianca il supporto della Regione Toscana per la definizione di ulteriori iniziative di sicurezza idrogeologica e la messa a disposizione dei relativi finanziamenti per un primo intervento infrastrutturale, sulla base dell'accordo già approvato dalla Giunta regionale, che coinvolgerà anche Provincia e Autorità di Bacino e che sarà firmato a breve, dando modo finalmente di arrivare ad una conoscenza dettagliata della rischiosità idraulica che interessa il territorio comunale, primo passo per poter poi andare a realizzare quelle opere che possano effettivamente consentire una reale mitigazione del rischio, soprattutto nei centri abitati.
Inoltre, considerando la portata strategica dell'accordo, si può ben dire che insieme al collegamento del Porto con la linea ferroviaria Roma-Genova, esso rappresenti il secondo tassello fondamentale per cominciare a far essere davvero Livorno, come dice il Presidente Rossi, "Porto della Toscana". Noi crediamo fortemente in questa prospettiva, che non può che interessare le aree del Comune di Collesalvetti. Per questo, a partire dai contenuti Piano Regolatore Portuale, abbiamo avviato nelle scorse settimane un lavoro puntuale con l'ufficio di Piano dell'Autorità Portuale stessa.
Sullo sfondo si colloca il percorso che va verso l'inclusione del Comune di Collesalvetti nel Comitato Portuale, percorso che può contare sulle aperture del Presidente Gallanti e degli altri enti interessati, grazie al sostegno della Regione Toscana già espresso per iscritto dall'Assessore Ceccobao. Siamo convinti di poter apportare un forte contributo nella stessa direzione tracciata dal Presidente Rossi, nella quale si inserisce pienamente la nostra idea di valorizzazione dell'Interporto, primo tassello di un nuovo sviluppo del sistema economico locale, che ricomprenda anche un uso più strettamente industriale delle aree intererportuali.

(13 gennaio 2012)

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Perché non si secchi il fiore e il frutto...
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"Che brutta musica che sento..."
Penso che questo commento potrebbe essere più che sufficiente per esprimere il mio pensiero.
 
Oppure, prendendo a prestito un concetto espresso da altri prima di me, “sembra di guardare un film dell'orrore: hai mai provato a togliere la musica e a guardare soltanto le immagini? Ti accorgi che non fa più paura, anzi, quasi quasi diventa ridicolo...”.
 
Ma andiamo per ordine:
1.   in questi giorni ho ricevuto una quantità di attestazioni di stima e di sostegno da… “far paura”!! Voglio ringraziare chi si è esposto pubblicamente nel condividere la mia esternazione pubblicata martedì sera su Facebook quando, a seguito del TG de La7 condotto da Mentana, ho provato – e qui lo ribadisco – SCHIFO nel sentire come le posizioni dominanti a livello di politica romana in seguito ai non-risultati della Commissione Giovannini fossero quelle di:
a) negare l’evidenza (è certo che ogni cittadino italiano spende il doppio di un cittadino francese, quasi il triplo di un inglese, per mantenere il Parlamento)
b) trovare escamotage per dilatare il più a lungo possibile i tempi delle non-decisioni (non dimentichiamoci che nel dilatare i tempi, si è consentito ad esempio ad alcuni onorevoli di dimettersi proprio prima che finisse il 2011 perché se si fossero dimessi in gennaio avrebbe avuto la pensione a 60 anni, mettendo così al sicuro quasi otto anni di vitalizio d'oro).
Mi sbaglio, o quando invece si tratta di intervenire su tagli agli enti locali, pensioni e diritti dei lavoratori, si riescono a prendere decisioni enormi per peso e portata, in gran fretta e furia?
Peraltro, apro una parentesi, Monti è stato molto intelligente: provando a inserire nel cosiddetto “Decreto Salva-Italia” quello che non poteva, ha fatto uscire allo scoperto chi sperava che nel baillame di queste settimane passasse inosservato il fatto che mentre tutti fanno sacrifici, mentre la benzina aumenta ogni giorno, questi signori continuano a godere di privilegi degni dell’età medievale. I parlamentari hanno infatti detto: “Alt, questo è un compito che spetta a noi, non al governo”. Bene: visto che vi spetta, ora muovetevi.
E se la maggioranza si oppone, voglio vedere i “miei” che gridano la loro contrarietà, si indignano e arrivano a gesti eclatanti. Questo mi aspetto. Questo si aspettano i cittadini che rappresento.
 
2. torno ai ringraziamenti, veri, sentiti, in alcuni casi accompagnati veramente dalla commozione che ho provato nel leggere molti dei vostri commenti e messaggi: grazie perché se è vero che non mi sono mai sentito solo in questi due anni e mezzo di servizio da amministratore comunale, ora poi sì che mi sento in grande (e ottima!) compagnia. Molti mi hanno detto “tu sei stato scelto dalla gente, non dalla segreteria di un Partito”. Verissimo, sottoscrivo. Però io ho sempre pensato, e continuo a pensarlo, che con la scelta delle Primarie del Febbraio 2009 si sia innescato un grosso contributo a favore del PD, così come dimostrato anche dai dati (le percentuali prese dal PD, dal mio partito, alle amministrative del 2009 furono nettamente superiori a quelle della vicina Livorno). Dunque ho creduto di essere protagonista di un percorso nel quale finalmente un partito, il mio partito, non calava più decisioni dall’alto, ma si apriva, come da DNA originario, alla reale partecipazione della gente comune. Evidentemente, tirando le somme di questi due anni e mezzo di esperienza, acuite da vicende pesantissime e dai commenti dei vertici locali in questi ultimi giorni, posso ben dire che non sono… “ricambiato”.
Come mai il Partito non è intervenuto sulle vicende recenti delle piscine, o sugli attacchi della CNA a questa Amministrazione, che è espressione di questo Partito?
... Poco male. Non credo proprio di dover essere io a fare le valigie da questo Partito. Anzi…
 
3. venendo al combinato disposto prodotto dal maggior quotidiano locale in abbinamento coi vertici livornesi del mio partito…che dire: passatemi la battuta, ma il cosiddetto “killeraggio mediatico” che tanto ha prodotto su scala nazionale (Belpietro e Feltri docet), ha fatto scuola! Sorvolando sulla facilità con la quale devi essere per forza di cose incasellato (e non essendo incasellabile a livello di correnti di partito, se Dio vuole, allora divento un “renziano-indignato”) ieri leggo che il mio segretario provinciale mi accusa di aver “offeso le Istituzioni”.
 
Io non credo di aver offeso nessuno, ma se l’ho fatto, chiedo scusa.
Se scrivendo quello che ho pensato, quello che continuo a pensare, ho offeso un’Istituzione fondamentale come il Parlamento della Repubblica Italiana, chiedo scusa.
In primis ai nostri padri costituenti. A chi ha pagato prezzi altissimi perché in Italia potessimo contare su una reale democrazia parlamentare, dopo gli anni del regime dittatoriale fascista.
Però, vedi caro Samuele, io non sono assolutamente convinto di aver offeso questa Istituzione.
Le Istituzioni si offendono in altri modi: si offendono non rispettandole quando le si rappresentano, e si offendono quando si contribuisce col proprio comportamento a farle diventare qualcosa di enormemente distante dal sentire delle persone.
In concreto, in questi ultimi anni, oltre ad essere state offese platealmente da comportamenti beceri e volgari (chi dimentica le fette di mortadella, i ridicoli travestimenti, le continue risse, i cori da stadio), sono state offese dal loro essere violentate continuamente, asservite ad uso e consumo di pochi, quando non di uno solo (non dimentichiamoci che la maggioranza del Parlamento italiano ha VOTATO che Ruby era realmente la nipote di Mubarak!) in una sorta di auto-consunzione dove il risultato finale è stato che, al fallimento della politica, si è dovuto porre rimedio con un governo tecnico. Più evidente di così… A questo si aggiunga che siamo in presenza di un Parlamento di “nominati” e non di “eletti”, il che, a mio modo di vedere, dovrebbe accrescere il senso di responsabilità nei confronti dei cittadini, verso quella politica dell’esempio, del servizio e della testimonianza di cui tanto questo Paese avrebbe bisogno. In sintesi: riscuoto migliaia e migliaia di euro ed ho privilegi di ogni sorta? Forse è il caso che mi chieda CHI mi consente di avere questi privilegi. È certo che se la risposta non è “i cittadini”, ma “la segreteria del mio partito”, cade ogni proposito. Perché se invece la risposta fosse la prima, cioè “i cittadini”, che sono i reali datori di lavoro miei, così come del più anziano dei senatori, allora sarebbe automatico, naturale e scontato che di fronte alla “peggiore crisi dal 1929 ad oggi”, chi presta un servizio per la propria comunità di riferimento dia l’esempio, portando il proprio compenso ad essere al passo dei tempi, consentendogli peraltro di essere credibile nel momento in cui si deve andare a chiedere sacrifici su sacrifici.
 
La politica è una splendida opportunità per sentirsi orgogliosi del proprio essere al SERVIZIO della comunità (locale, nazionale… umana).
Avere questa opportunità passa dalla fiducia di chi ti ha dato direttamente (come nel mio caso) o indirettamente (come nel caso dei Parlamentari) un voto.
Se chi ti ha dato fiducia ti guarda, ancor prima che giudicarti se lavori bene o male, deve potersi sentire in empatia con te, non tanto sul profilo ideologico, ma percependo che il ruolo che ricopri non è “per te stesso”, ma “per gli altri”.
Guardate che non mi sogno una politica fatta con i sandali ai piedi e il saio! Ma sicuramente una politica che riparta dall’empatia. Ecco perché mi arrabbio!
 
Siamo in piena crisi! Ci saremo ancora per molto tempo!
Se chi fa politica vuole essere a SERVIZIO della propria comunità, la quale gli riconosce un corrispettivo economico per lo sforzo che è chiamato a profondere, che questo corrispettivo sia al passo coi tempi!
Da lì passa molta, se non tutta, la credibilità di un Parlamento che, in quanto Istituzione, mi guardo bene dall’insultare!
 
Da Sindaco, con la dedizione, la passione, l’impegno e lo spirito di servizio che ci metto, penso intanto a rispettare al massimo l’Istituzione che rappresento.
I cittadini di Collesalvetti, soprattutto le persone a me più vicine, chi realmente conosce Lorenzo Bacci sanno che non mi muovo in funzione di un interesse personale, né tantomeno di un interesse superiore deciso altrove, ma che le scelte prese, a partire da quel difficile e sofferto 12 agosto 2009 nel quale ho fatto ciò che mai avrei creduto di dover fare, sono e saranno sempre prese nell’interesse della mia comunità di riferimento, in base ad un principio di trasparenza e legalità piena.
Questo sono, questo sempre sarò.
Fuori o dentro un’Istituzione.
Fuori o dentro un Partito.
 
Vede, caro Onorevole Susini, io non sono solo.
Lei dice che “mi troverò in difficoltà quando dovrò cercare il senatore Filippi o l’onorevole Velo”? Se la ripagassi con la sua stessa moneta potrei dirle che se così fosse (ma stimo Filippi e Velo, e non ci credo) gli stessi si troverebbero in difficoltà qualora un domani decidessero di proseguire il proprio servizio a livello politico, poiché avrebbero molti meno consensi, almeno a Collesalvetti e dintorni.
Il mio linguaggio, dice lei, “appartiene a movimenti di contestazione”…
Invece il suo come lo classificherebbe?
 
4. Il quarto punto, collegato al precedente. Oggi esce un interessantissimo articolo dove si dice “Bacci dimentica i contributi al Pd” e si aggiunge “Sembra che il primo cittadino di Collesalvetti non abbia regolarizzato la sua posizione economica”. Che bellezza… Veramente qui il dossieraggio rasenta livelli da paura. Intanto aggiungerei anche che… ebbene sì, mi capita spesso di pagare le bollette dell’Asa uno o due giorni dopo la loro scadenza. Mi rimetto alla comprensione del buon Del Nista: non si tratta di una volontà ma è proprio che tra tutte le cose, quella me la dimentico. Comunque, ho recentemente posto rimedio mediante l’addebito automatico sul conto corrente! Poi, cos’altro? Sono single e mi piacciono le donne… quindi scoop a sfondo sessuale vi saltano in automatico.
Fatta chiarezza sui miei scheletri nell’armadio, devo correggere il puntuale Posarelli che, bontà sua, “nomi non ne fa”, però…
 
Caro Posarelli, il giorno 27 dicembre 2011 ho versato il mio “contributo volontario ex Legge n.2 del 2.1.1997” al Partito.
Comunque invito tutti a riflettere sul fatto che si chiama “contributo volontario”…un motivo ci sarà?
Certo attaccarsi a questo, rende proprio merito al livello a cui siamo, pardon “siete”, arrivati…
Niente nel merito della mia, sì, incazzatura, ma una reprimenda perché non avrei regolarizzato la mia posizione economica a livello di “contributo volontario” al partito?
Sarà mica il caso di avvisare Equitalia???
 
Sorrido, ancora una volta.
E a questo punto aggiungo anche: ma i Partiti (tutti) hanno bisogno davvero del nostro misero contributo di amministratori di piccole comunità?
Oltre ai rimborsi elettorali, usufruiscono di finanziamenti ai gruppi parlamentari di Camera e Senato pari a 75 milioni di euro all'anno e finanziamenti ai gruppi consiliari regionali che si possono stimare nello stesso ordine, senza dimenticare lo sgravio fiscale del 19% che lo Stato concede a chi dona soldi ai partiti (per ogni 100 milioni che vanno ai partiti, ben 19 li mette lo Stato, cioè...i cittadini).
 
Io, stando ad un regolamento interno di Partito, dovrei versare al PD qualcosa di più di un’intera mia mensilità. Poco più quindi di 2000 euro l’anno.
Per cosa, per ricevere poi questi trattamenti?
Per essere attaccato politicamente quando dovrei (forse mi sbaglio) essere sostenuto, o magari per non essere tutelato quando la situazione lo richiederebbe (ogni riferimento alla questione delle piscine è puramente voluto).
 
Dunque io verso meno, molto meno.
Perché io riscuoto 12 mensilità da 2000 euro.
Non ho tredicesime o quant’altro e quando mi capita di mangiare al volo, tra un impegno e l’altro, sul territorio del mio Comune, mi pago il pranzo.
Credo che il mio sia un corrispettivo giusto ed equo per l’impegno che ci metto.
Mi consente di vivere senza essere ricattabile.
Mi consente di vivere sentendomi, come mi sento, al pari della gente comune.
Io mi chiedo e chiedo ai parlamentari che, lo ricordo, rappresentano i cittadini ed i loro interessi: non sarebbe più semplice anche per voi capire la realtà che vi circonda, dare un’occhiata alla vita vera, se non aveste più intorno quella giungla di privilegi che vi impedisce di capire che il mondo si è capovolto?
 
Come ho già scritto al mio segretario comunale ed al tesoriere lo stesso 27 dicembre, sarei comunque curioso di partecipare ad un'assemblea nella quale tutti i vari componenti delle amministrazioni pubbliche locali, regionali, nazionali ed europee, si presentino con bollettini dei versamenti alla mano che comprovino il rispetto del regolamento del Partito e dove però, a quel punto, regolamento per regolamento, i componenti del Partito che siedono nei vari parlamenti (nazionale ed europeo) da più di tre mandati, si dimettano seduta stante.
 
Attendo fiducioso quest’assise, sapendo in cuor mio che difficilmente si terrà…
 
Concludo, dichiarando la mia forte emozione per la vicinanza che ancora in questi minuti continua a dimostrarmi la gente comune, e la profonda amarezza, per le posizioni di chi invece, rappresentando i vertici del mio partito, continua ad andare nella direzione opposta a quella del buon senso.
Si sappia, per chi ancora non lo avesse capito, che io punto a un Partito e ad una Politica più in generale, che sia specchio dei primi, non dei secondi…
Questo è lo spirito originario del mio Partito, il Partito Democratico, in cui pienamente mi riconosco.
 
Lorenzo Bacci
(7 gennaio 2012)
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26 gennaio 2012: FORUM COMUNALE a Colognole!
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Vi aspetto numerosi giovedì 26 gennaio alle ore 21,15 presso il Circolo ARCI di Colognole in Via S. Andrea.
 
Potremo parlare liberamente di ciò che non va e di come migliorarlo, ascolteremo le vostre riflessioni e insieme tracceremo un percorso di sviluppo per la Frazione di Colognole.
 
Potete far pervenire le vostre osservazioni o i vostri spunti alla discussione sulla pagina FB dell'evento, al seguente link http://www.facebook.com/#!/events/144838578960155/
 
Il contributo di tutti è fondamentale!
Non mancate!
 
 
 
 
 
 
 
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Lettera ai cittadini di Collesalvetti (e non solo)...
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Il PDF contiene la mia lettera ai cittadini di Collesalvetti, e non solo.
 
Una riflessione su questo anno appena trascorso e un augurio per il nuovo anno.
 
Buona lettura!
 
 
 
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Testo integrale della nota inviata ai quotidiani il 28.12.2011 in merito al dibattito sullo sviluppo del sistema integrato dell'Area Vasta.
Le proposte del Comune di Collesalvetti
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Gli interventi apparsi in questi giorni sui giornali locali, non fanno che confermare alcune necessità che la nostra Amministrazione ha voluto in questi due anni, in tutti i modi, mettere in risalto.
 
La prima, come riportato negli interventi di questi giorni, è quella di coordinare ad un livello più alto le politiche strategiche che riguardano Livorno e Pisa: da qui, ad esempio, la nostra proposta che sia la Regione a gestire il marketing territoriale attraverso una cabina di regia che, partendo da un osservatorio privilegiato, sia in grado di armonizzare obiettivi parziali, in direzione di un orizzonte comune, lo sviluppo della Toscana costiera, “ambito territoriale ottimale” nel quale puntare per la crescita di tutta la Regione.
 
La seconda è per noi quella di far diventare il Porto una reale opportunità per tutta l’area ed in definitiva per tutta la Toscana. Per arrivare al “Porto della Toscana”, i passi devono essere graduali, ma decisi: da qui la nostra richiesta di ingresso nell'Autorità Portuale, accompagnata dalla possibilità di inserire aree del territorio colligiano nell’ambito portuale, consentendo politiche moderne di integrazione retroportuale, come amava ricordare il compianto Professor Paoli, nostro punto di riferimento e compagno di strada del quale vorremo riuscire ad essere interpreti “operativi” del pensiero.
 
La terza necessità, riguarda l'Interporto. Una grande opportunità che deve essere colta sino in fondo e che deve, in momento di grave crisi, non limitarsi a svolgere il ruolo solo classicamente logistico per il quale è stato pensato negli anni ’70, ma che deve forzatamente programmarsi come opportunità industriale a tutto tondo, sia per una moderna integrazione col Porto e sia per dare quelle ricadute occupazionali che non possono essere più rimandate. Da qui, la nostra proposta di dare funzioni industriali a 10 ettari delle aree interportuali, cosa peraltro che vedrà la sua realizzazione a livello di variante urbanistica entro il 2012.
 
La quarta riguarda ENI. La nostra bussola deve essere il lavoro e poi ancora lavoro. Di qualità.
In un periodo di gravissima crisi industriale come quello che stiamo vivendo e che caratterizzerà molto presumibilmente anche l’anno che sta per aprirsi, dobbiamo pensare di ripartire puntando sulle opportunità che un polo tecnologico di tale rilevanza ed una multinazionale come ENI possono offrire a questo territorio. Occorre una collaborazione proattiva.
Politiche industriali inesistenti, soprattutto a livello nazionale, rischiano di distruggere i tessuti industriali (basti pensare ai casi Breda e Fincantieri): il nostro esempio siano i politici tedeschi, che hanno difeso a spada tratta i propri settori industriali (tra questi proprio la chimica in particolare) in ogni sede, dalla UE al WTO. A livello nazionale ma, in primis, nelle nostre Amministrazioni, che hanno il dover di far pesare la cosa sui tavoli romani.
 
Come è facile comprendere, noi proposte forti le abbiamo messe in campo.
E' arrivato il momento che si badi meno agli equilibri e alle rendite di posizione e si agisca non per consuetudine ma con nuove visioni, moderne e “tecnicamente” possibili.
Anche queste sono liberalizzazioni.
 
Il Sindaco
Lorenzo Bacci
(l'intervento anche su Quilivorno.it)
 
Buone Feste!
 
“Credo che dobbiamo cercare di liberarci da tutto ciò che è vecchio, pesante, ripetitivo, da tutto ciò che è memoria del passato, per essere ogni giorno creature nuove”
(Giovanni Vannucci)
 

Con un augurio di speranza per il 2012
 
Lorenzo Bacci
 

 
 
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Il mio invito al Presidente Rossi
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Facendo seguito all'incontro informativo tenutosi lo scorso 6 dicembre con l’Assessore Regionale Gianfranco Simoncini, riguardante la situazione della Raffineria Eni di Stagno, ho proposto al Presidente della Regione Enrico Rossi di programmare, nelle prossime settimane, di una visita alla Raffineria stessa.
 
Durante la riunione è stato riscontrato con piacere e soddisfazione il buon andamento attuale dello stabilimento.
 
Ma l'impegno non è mai abbastanza. Per questo ho voluto invitare il Presidente Rossi, da sempre attento e vicino al mondo del lavoro e dell’industria: il nostro intento è infatti quello di mantenere viva l'attenzione su questo importantissimo sito produttivo, che rappresenta un punto di forza imprescindibile per il nostro territorio e per tutta la Regione.
 
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La mia lettera al neo-Presidente del Consiglio incaricato Prof. Mario Monti 
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Caro Presidente Monti,
 
prima cosa, colpire la casta.
C'è bisogno di credibilità. Di restituire credibilità alla politica.
Di dare il segno che chi si impegna in politica è disponibile a farlo solo ed esclusivamente come un servizio nei confronti della propria comunità.
Non come una carriera strapagata.
E che strapagata non può esserlo ancor di più oggi, di fronte ai numeri della crisi.
 
Solo oggi ho ricevuto otto richieste da parte di persone che mi chiedevano una mano per trovare un lavoro. Che non c'è.
 
Nel nostro piccino si stanno facendo proposte, alcune delle quali si stanno concretizzando, altre che si scontrano con l'immobilismo che spesso si erge a difesa dell'immobiliarismo diffuso (vedere post precedente, mio intervento all'iniziativa della CGIL dell'11 novembre scorso).
 
Ma non si può più tollerare che gli stipendi del Senato siano saliti del 19% negli ultimi quattro anni, che ci siano duecento ex-parlamentari, che essendo anche ex-consiglieri regionali, percepiscono settemila euro al mese di vitalizi, che ci siano due sedi di Ministeri inutili inaugurate pochi mesi fa a Monza per compiacere una Lega Nord ridicola, etc. etc.
 
Potrei continuare per ore… Sapendo anche che togliendo questi privilegi e sprechi non salveremmo certo il Paese, ma avremmo almeno guadagnato l'ascolto dei cittadini di buon senso.
Lo so che è difficile, perché in Parlamento siedono gli stessi (Scilipoti compreso).
 
Ma bisogna che Lei ci provi.
Per smascherare i professionisti della politica e, magari, non fosse altro, per aiutarci a scegliere in vista di voti futuri.
 
Visto che ci siamo, Le chiedo anche di approfittare del Suo essere persona degna e credibile per provare a sfruttare in positivo la situazione di difficoltà del nostro Paese.
Si è capito che la crisi è di sistema. In particolare del sistema capitalistico, che si sta autodistruggendo in un vortice privo di regole che va, come un virus letale, a colpire i punti deboli del sistema stesso.
Irlanda, Portogallo, Spagna, Grecia, ora noi... già qualcosa di simile si muove in Francia... è chiaro che il punto debole del sistema è quest'Europa sonnacchiosa.
 
Nata per dare un futuro di democrazia e pace a un continente martoriato da secoli di guerre, nata per essere una rete di coesione sociale, un mercato comune basato su regole volte a tutelare tutti, in primis i più deboli, negli ultimi anni si è limitata ad essere una coalizione di individualismi spinti che ne hanno lacerato l'essenza.
Io non la conosco, ma credo che da Presidente del Consiglio di uno dei Paesi fondatori, possa benissimo - forte del fatto che se crolla l'Italia, crolla l'Unione Europea - vivere questa missione come occasione più unica che rara per cambiare le cose.
 
In occasione della sua nomina a commissario europeo disse a Pannella, che aveva avuto modo di dire che "con Monti avevano vinto i poteri forti", queste parole: "di poteri forti non ne conosco. Tranne uno, l'Europa e oggi mi fa piacere aver contribuito a renderlo più forte".
 
Anche per me l'Europa, e con essa l'Italia, è l'unico potere “forte” per il quale combattere.
Perché per come è nata è sinonimo di comunità. Di solidarietà. Di inclusione.
L'Europa che può superare gli sterili egoismi nazionali.
Che ci consente di crescere come fratelli e non di combatterci come nemici.
Di considerare i confini nazionali non come muri, ma come abbracci.
Di credere nel predominio della politica sull'economia.
 
È nell'introduzione del suo Rapporto al Presidente della Commissione Europea del Maggio 2010 che cita il primo Presidente dell'Assemblea Comune Europea Paul-Henri Spaak: "Quanti hanno tentato di risolvere i problemi economici posti dal Trattato di Roma tralasciandone la dimensione politica si sono condannati al fallimento e fin quando esamineremo questi problemi solo sul piano economico, senza pensare alla politica, temo che saremo condannati a ripetuti fallimenti".
 
Lo temo anch'io.
E lo temo ancor di più perché vedo che c'è già chi ora si tira fuori dopo aver contribuito, nello sfacelo generale, a quello nazionale (ogni riferimento alla Lega è puramente voluto).
 
Ma voglio essere, come sempre, ottimista e fiducioso.
Per questo: auguri a Lei, e a tutti noi.
 
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Il mio intervento all'iniziativa della CGIL dello scorso 11 novembre 2011
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Riporto qui una traccia del mio intervento all'iniziativa organizzata dalla CGIL tenutasi l'11 novembre alla Camera di Commercio alla quale erano presenti anche l'Assessore Regionale Gianfranco Simoncini, il Segretario regionale della CGIL Alessio Gramolati, il Presidente della Camera di Commercio Roberto Nardi, il Presidente della Provincia Giorgio Kutufà, il Sindaco di Livorno Alessandro Cosimi e, in rappresentanza dell'Autorità Portuale di Livorno, Claudio Vanni.
 
In questa fase così drammatica per il nostro Paese, assume ancora più importanza un’iniziativa come quella di oggi.
Per questo, merito alla CGIL di Livorno che ci chiama ad un confronto pragmatico e ci dà modo di condividere, tra interlocutori fondamentali per il futuro di questo territorio, lo scenario che intendiamo disegnare per quest’area, così strategica nel panorama regionale e dalle potenzialità tali da poter ambire ad un ruolo di prim’ordine anche su scale più elevate.
 
Sì, perché nonostante la crisi, nonostante le tragedie che la gestione nazionale della crisi ha prodotto e produrrà, purtroppo ancora per molto tempo, il nostro compito è quello di porre basi solide e credibili, sulle quali questo territorio possa reggere l’urto ancora indefinibile della crisi dell’economia occidentale e, in particolare, del sistema Italia.
 
O forse dovrei dire che è proprio perché siamo in una situazione di crisi inimmaginabile nelle dimensioni che si rende ancor più strategica questa operazione di costruzione di fondamenta solide e credibili per il sistema economico locale.
 
Insisto sulla solidità e la credibilità, poiché credo che siano queste due caratteristiche, insieme alla responsabilità degli attori sulla scena e al loro amore per la verità, che sono risultate completamente assenti negli ultimi anni e, in particolare negli ultimi mesi.
 
Ci siamo sentiti dire che la crisi non esisteva, era un fattore psicologico.
È logico che fino a questa estate, le azioni conseguenti siano state orientate da una visione a dir poco parziale della verità.
 
Ed è altrettanto logico che si sveglia all’improvviso da un lungo sonno, com’è successo al nostro Governo nazionale, si ritrovi a dover correre in modo impazzito, producendo danni e finendo, come di fatto è successo, per arrivare in ritardo.
E non voglio neppure entrare nella sostanza. Assurda, per certi versi.
 
Basterebbe limitarci alla forma. Una forma che ci ha portato a queste ore convulse, dove ancora non si capisce quale sarà il futuro di questo Paese ma, dove comunque, un impegno chiaro da parte di tutti pare ormai non essere più procrastinabile: la necessità di ricostruire un Paese, a partire dai suoi fondamentali.
 
E senza credibilità, responsabilità, verità, è impossibile pensare di incamminarsi verso una strada di ricostruzione.
Bene dunque fa la CGIL a esprimere chiaramente il suo punto di vista, ed a chiedere a tutti noi di assumerci la nostra quota di responsabilità, agendo in modo credibile, che è tutto l’opposto da quello che non solo la politica nazionale, ma anche quella locale, ci ha abituato a vedere in questi ultimi mesi, proponendo di costruire fondamenta solide di futuro che si reggano su consapevolezze oggettive dalle quali nessuno si senta più minimamente autorizzato ad allontanarsi, poiché chi oggi si allontana dal fattibile, è complice della situazione che si è venuta a creare.
 
Il documento intercategoriale che ci è stato inviato nei giorni scorsi, parte dunque dalla consapevolezza oggettiva che oggi questo sistema economico, il nostro sistema economico locale, è caratterizzati da numeri spaventosi legati alla disoccupazione, in particolare giovanile. E, dunque, dalla naturale e conseguente azione di stimolo nei confronti degli attori del territorio, affinché il lavoro assuma centralità assoluta nelle scelte che, in primis gli Enti locali sono chiamati a fare.
 
Proprio quegli Enti locali devastati dalle 5 manovre dell’ultimo anno, andatesi a incistare in un corpo già pesantemente colpito dalle finanziarie degli anni precedenti, in particolare dei governi della destra, ma anche dei governi sinistra.
 
L’anno prossimo non sappiamo ancora se saremo in grado di garantire gli stessi livelli di servizi di quest’anno. Molto probabilmente no. E questo sarà drammatico, perché verrà meno, per la prima volta, la rete sociale rappresentata dai Comuni.
 
Collesalvetti ha garantito in questi anni, 2011 compreso, gli stessi investimenti nel sociale che si erogavano negli anni prima della crisi.
Il 2012 non sarà così.
La rete avrà maglie molto più larghe. E si rischierà di perdere per strada chi, magari, ha già subito le conseguenze della perdita del posto di lavoro…
 
Non è per essere pessimisti. È per essere realisti.
 
Le manovre del Governo penalizzano più di ogni altro settore gli Enti Locali.
Ma penalizzando questo settore non si penalizza un Sindaco, si penalizzano i cittadini, colpendoli a destra e a manca, in più e più forme: facendo venir meno i servizi essenziali e mettendo in ginocchio, ad esempio, le tante PMI che fino a qualche anno fa riuscivano a trarre benefici dagli appalti pubblici che, anche questi, nel 2012 saranno ridotti praticamente a zero.
 
Eppure, proprio perché abbiamo il dovere di essere pro-attivi, pronti a fare la nostra parte, capaci di guardare oltre il buio che l’oggi ci consegna, non possiamo limitarci a prendere atto di ciò che la “peggiocrazia” romana ha prodotto.
 
Dobbiamo porre basi solide e credibili, affinché, col venir meno del governo dei peggiori, possa via via ricostituirsi una classe dirigente in grado di fare scelte sempre meno rivolte all’interesse elettoralistico, e sempre più legate agli interessi delle future generazioni.
 
Si, perché può sembrare un paradosso, ma la politica sana non è quella che gestisce il consenso dell’oggi, ma quella che conta su voti che non prenderà mai, i voti dei cittadini di domani.
 
Mi limito a dire, conscio che dal mio osservatorio sia impossibile fare una disamina obiettiva, che forse in questa fase sulla scena politica nazionale siano veramente pochi i personaggi animati da questo spirito. Anche perché se così fosse, per essere credibili, nel chiedere sacrifici, avrebbero dato l'esempio...
 
Tornando al locale, la priorità numero uno è quella che voi definite “un nuovo processo di industrializzazione”.
 
Per troppo tempo, larga parte della politica ha avallato percorsi di deindustrializzazione che si sono rivelati, guarda caso, premianti per chi vive di rendita, e penalizzanti per chi vive di reddito.
 
Ora è il momento di dire basta.
 
Prima di ogni altra cosa, dobbiamo lavorare per consolidare l’industria esistente.
 
E non voglio farla troppo lunga.
Prendo solo il caso di ENI, verso la quale l’Amministrazione che rappresento ha sempre avuto un approccio chiaro ed un’altrettanto chiara volontà.
 
Insieme, tutti insieme, siamo quindi riusciti a delineare prospettive che, illustrateci nell’anno in corso, possiamo dire costruiscano un raggio di azione positivo per il breve termine.
Ma per il futuro?
 
Il nostro compito deve essere quello, ancora una volta tutti insieme, come al tempo di Klesch, di sorvegliare attentamente la situazione e soprattutto di lavorare rispetto a prospettive future, magari cogliendo la disponibilità dell’Assessore Regionale Simoncini a dar vita ad un tavolo regionale che ci consenta di interloquire in modo costruttivo con un soggetto dello spessore di ENI, portatore di criticità tali da non poter essere certamente affrontate su scala locale.
 
Noi non diamo nulla per scontato, ma partiamo dalla convinzione che il sito di Stagno è e dovrà restare un sito produttivo, vocato alla produzione industriale.
 
Senza avventurarsi in analisi che competono ben altri soggetti, molto più addentro di me, si parte da punti di oggettività che vendono l’industria chimica italiana terza in europa, e l’industria chimica europea leader mondiale col 24% della produzione.
Solo dei pazzi potrebbero non vedere questo settore come fondamentale!
 
Spunti ci sono, a partire dai processi di conversione biologici che vedono anche il Ministero dello Sviluppo Economico attivo su alcuni progetti.
Insomma, accogliamo tutte le sfide, pronti a fare la nostra parte, partendo da politiche attive di contatto con ENI che, peraltro, portano anche ricadute positive dal punto di vista ambientale, come nel caso del lavoro fatto sulle autorizzazioni integrate ambientali i cui risultati, in termini di abbattimento delle emissioni in atmosfera, saranno presto dimostrabili.
 
Senza contare che, se è vero, come è vero, che l’obiettivo che ci poniamo è creare le condizioni per attrarre nuova occupazione, non si può che passare per la valorizzazione dell’esistente, a partire dalla convinzione oggettiva che gli obiettivi di una buona occupazione passano per la presenza di aziende come le multinazionali. Il valore aggiunto introdotto da una realtà come ENI, e da altre, penso alle imprese dell’automotive, non è misurabile solo in termini di PIL, ma anche di formazione, qualità della vita, creazione di un tessuto sociale in grado di evolvere anche come sistema di relazioni.
 
Certo, se si parla di nuova industrializzazione, sono necessarie come il pane anche nuove aree disponibili.
 
Anche su questo ci siamo espressi fin troppe volte.
Ma lo facciamo ancora. Perché ogni occasione è utile per rimettere al centro proposte, come le nostre, immediatamente spendibili.
 
Mi riferisco all’utilizzo di dieci ettari sui trecento dell’Interporto, per l’immediata attrazione di investitori, anche dall’estero, motivo per il quale questa disponibilità è già stata messa nelle mani della Regione Toscana, al fine di individuare proposte concrete da attrarre sul nostro territorio.
 
Questa proposta si affianca ad altre che la cronaca purtroppo ci dimostra essere difficilmente praticabili nell’immediato: pensare di urbanizzare aree vergini sulle quali grava una pericolosità idraulica così elevata, non sarà possibile se non dopo che approfondite verifiche, anch’esse derivanti da accordi regionali in definizione in questi giorni, non abbiano fatto sintesi della miriade di pareri provenienti dai numerosi enti competenti in materia che, su tutti l’Autorità di Bacino del Fiume Arno, ci consegnano oggi condizioni di estrema difficoltà operativa.
 
Mentre lavoriamo su quel fronte, che la proposta di parziale limitato riutilizzo delle aree interportuali divenga La proposta di questo territorio.
 
Del resto è l’unica, ad oggi, immediatamente spendibile.
 
Interporto che, ai miei occhi, continua a rivestire un ruolo strategico nel sistema della Toscana costiera.
 
Anche semplici, per modo di dire, delocalizzazioni di attività esistenti, si prenda il mercato ortofrutticolo di Livorno, possono nel contesto ottimale dell’Interporto, trasformarsi in opportunità amplificate rispetto all’originale. E su questo che ci stiamo impegnando congiuntamente con gli altri enti coinvolti, al fine di poter in prospettiva consegnare all’Interporto il ruolo di polo, quantomeno interprovinciale, del comparto ortofrutticolo toscano.
 
Questo tesoro rappresentato dall’Interporto si inserisce in un quadro che, altrettanto oggettivamente va descritto: mi riferisco alle infrastrutture ferroviarie.
 
Siamo tutti reduci da incontri a vari livelli con il settore Logistica di FS.
Possiamo raccontarci ogni cosa. E sicuramente abbiamo il dovere di ambire al massimo.
Ma partendo dalla realtà delle cose, si deve dire che, ad oggi, l’unica, peraltro importantissima, infrastruttura ferroviaria che si andrà a realizzare sul nostro territorio, è il collegamento del Porto di Livorno con la Direttrice Nord della Roma-Genova.
Tutto il resto, sta scritto sulle carte, ma necessita di ingenti finanziamenti, ad oggi assenti da ogni accordo, compreso l’ultimo firmato tra Regione Toscana e Governo.
 
Va apprezzato lo sforzo che dal livello locale, amministratori di Interporto in primis, si sta cercando di portare avanti per ottimizzare i collegamenti esistenti, ma questo non ci consegna ancora né nel breve, né nel medio periodo, le condizioni per una reale intermodalità dei trasporti all’interno del sistema Porto-Interporto.
 
Questo però non ci deve spaventare. Le opportunità che offre l’Interporto di Guasticce sono moltissime e, di concerto con gli enti locali livornesi, la Regione e l’Autorità Portuale, sono certo potranno presto cominciare a prendere forma.
 
Proprio l’Autorità Portuale, è diventata ultimamente, almeno ai miei occhi, almeno per le prospettive che Collesalvetti potrà mettere a disposizione di questo sistema economico locale, un rinnovato interlocutore in grado di stimolare visioni di prospettiva molto interessanti, dalle quali tutto il territorio potrebbe trarre sviluppo e ricchezza.
 
Le opportunità di uno sviluppo del Porto che guardi, come spesso ha detto il Presidente Rossi, verso l’entroterra, verso la Piana di Guasticce, fino ad interessare in prospettive future la Valdera, sono quel tassello che manca a tanti, quasi tutti, i porti italiani.
 
Spesso lo ricorda anche il Presidente Gallanti: Livorno non è Genova. Le opportunità date dalle aree che si collocano naturalmente dietro il nostro Porto sono inestimabili.
 
Cominciamo, partendo da ciò che di buono già esiste, Interporto in primis, a pianificare uno sviluppo, anche urbanistico, condiviso.
 
Di qui passa anche il dialogo rinnovato con l’amministrazione comunale di Livorno.
 
Di qui, passa la nostra, ritengo ovvia, richiesta di essere ricompresi, nel perimetro dell’Autorità Portuale.
 
Ora lavoriamo tutti per la foce armata dello Scolmatore. Ma nessuno può negare che  che le sponde dello Scolmatore rimangano comunque sullo sfondo come enorme opportunità intorno alla quale costruire scenari di sviluppo possibili. Non si capisce perché la cantieristica possa ad esempio avere radicamento lungo l’asse dei Navicelli e non anche lungo quello dello Scolmatore.
 
Si è aperto un dialogo molto positivo con l’Autorità Portuale guidata da Gallanti, l’ultimo incontro lo abbiamo avuto non più tardi di ieri, con l’Ufficio di Piano.
 
In considerazione del fatto che è nostra volontà arrivare a imbastire un percorso di revisione urbanistica generale sul finire del mandato amministrativo in corso, la interconnessione delle strumentazioni urbanistiche di Collesalvetti, Livorno e del Porto stesso possono realmente costituire l’asse strategico sul quale disegnare il futuro del Sistema economico livornese.
 
Mi scuso se non mi sono potuto soffermare troppo su altri aspetti, comunque importanti…
 
 ne cito solo alcuni:
 
- in prima battuta la condivisione delle scelte nel settore dei rifiuti, come dimostra il nostro attivismo limitato per peso, ma forte per convinzione, rispetto alla necessità che il futuro gestore dell’Ato Costa abbia una governance a gestione pubblica; a questo aggiungerei anche che pure nel settore imprenditoriale, le politiche ambientali stanno trovando un valido alleato nel Comune di Collesalvetti, ovviamente al netto di quelle posizioni politiche sulle quali tutti noi dovremmo cominciare a riflettere, e mi riferisco ovviamente alle posizioni di chi vorrebbe sviluppo e lavoro, ma invece di avere lo sguardo rivolto in avanti e invece di governare questi processi, si diverte,
letteralmente, a praticare una politica di bassa lega, basata sul cavalcare le paure dei cittadini;
 
-  potrei inoltre citare, a proposito di informatizzazione, l’attivazione della piattaforma SUAP, ma soprattutto il superamento del digital divide…
 
anche queste sono piccole importanti inversioni di tendenza…che, mi auguro, accompagnate da una nuova impostazione di politica nazionale basata sulla responsabilità e sulla credibilità, sappiano  colorare con qualche luce di speranza, un 2012 che si prefigura veramente drammatico.
 
Questo è quello che possiamo fare.
Questo è quello che sicuramente faremo, a fianco di chi ha voglia di guardare avanti, senza più difendere posizioni del passato, che limitano lo sviluppo e con esso le opportunità occupazionali, delle quali questo territorio ha così bisogno e che non possono essere sacrificate sull'altare degli interessi particolari, davanti ad un interesse generale così alto.
 
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Via al FORUM COMUNALE!
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Dal 24 novembre alla prossima estate gireremo tutte le frazioni del Comune, incontri informali, aperti a tutti, senza troppi tavoli e barriere!
 
Potremo passare una serata insieme nel cuore delle nostre frazioni, per dirci tutto, quello che va, quello che non va, dove e come migliorare, cosa è possibile fare e cosa no.
Un sano e costruttivo confronto, alla pari, che potrà consentirci di camminare
insieme verso il futuro che ci attende.
 
Circa un mese prima dell'incontro, verrà pubblicato un evento su Facebook sul quale far pervenire suggerimenti, critiche, riflessioni, che abbiano come argomento centrale la frazione di riferimento.
Potrete farci avere le vostre osservazioni anche tramite email, all'indirizzo: segreteriasindaco@comune.collesalvetti.li.it
 
Per incontrarci, sia nei luoghi fisici, che on-line!
 
Vi aspetto numerosi!
 
 
 
                           ELENCO DEGLI INCONTRI GIA' PROGRAMMATI
 
Giovedì 24 Novembre, ore 21,15
Castell'Anselmo
(presso la sede del Consiglio di Frazione, Via Ponte Santoro 15)
 
..SEGUIRANNO..
 
Giovedì 15 dicembre, ore 21,15 Collesalvetti (luogo da definire)
 
Giovedì 26 gennaio, ore 21,15 Colognole (luogo da definire)
 
Giovedì 28 febbraio, ore 21,15 Crocino-Parrana S. Giusto (luogo da definire)
 
Giovedì 29 marzo, ore 21,15 Guasticce (luogo da definire)
 
Giovedì 26 aprile, ore 21,15 Nugola (luogo da definire)
 
Giovedì 24 maggio, ore 21,15 Parrana S. Martino (luogo da definire)
 
Giovedì 28 giugno, ore 21,15 Stagno (luogo da definire)
 
Giovedì 26 luglio, ore 21,15 Vicarello (luogo da definire)






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        Spunti Leopoldiani
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        Reduce dalla tre giorni fiorentina del "Big Bang", pubblico qui gli spunti-spontanei di quei giorni, una considerazione che condivido al 100% del giornalista Mario Lancisi e un breve pensierino finale...
         
        Appena arrivato a Firenze, il segretario provinciale della CGIL scrive sulla mia bacheca: "lorenzo mi auguro che tu sia lì per dire che non condividi la posizione di renzi su il sindacato ed in particolare su lavoro e pensioni". Questa la mia risposta: "Caro Maurizio, ritengo che uno dei limiti della politica oggi sia quello della rigidità di approccio che spesso mettiamo nell'interpretazione della realta'. Una realta' estremamente più liquida di quella che leggiamo con lenti molto più adatte, credo, ad una interpretazione del passato. 15 giorni fa ero in piazza a Roma e automaticamente per qualcuno sono diventato un fiancheggiatore della sinistra estrema (per altri addirittura dei black block!). Oggi sono a Firenze e automaticamente significa che sottoscrivo ogni cosa che dice Renzi. Ma provare a pensare che un ragazzo (oltre che sindaco) di 30 anni voglia semplicemente ampliare i propri orizzonti, le proprie vedute, le proprie conoscenze, misurandosi anche in contesti spesso (purtroppo) molto più stimolanti di quelli che "il partito" tradizionalmente ci offre, no? Proviamo a pensarla cosí. Per me così è. E comunque non condivido molte cose che dice Renzi, a partire dalle sue posizioni su Marchionne. Ma sicuramente apprezzo e sottoscrivo la necessita' di rompere schemi che conservano uno status quo ormai insostenibile (possibile che sulle grandi decisioni qualcuno ancora, anche dalle nostre parti, senta l'esigenza di alzare il telefono e sentire cosa ne pensa D'Alema???). Maurizio, ritengo si debba abbandonare ogni paura ed avere coraggio, anche uscendo fuori dagli schemi, lavorando insieme su cose concrete e appoggiando scelte che, a proposito di lavoro, possono cambiare il destino del nostro territorio, a partire dalle proposte legate ad Interporto che conosci bene. Proposte che un Renzi qualsiasi sicuramente appoggerebbe, poiche' oggettivamente vantaggiose, mentre esponenti del partito "tradizionali" hanno a lungo boicottato (e alcuni continuano tuttora) per il semplice motivo che chi troppo a lungo bazzica sulla scena politica, quando vengono messe in discussioni scelte del passato delle quali e' stato artefice, invece di accogliere proposte nuove con apertura, si rinchiude in una sterile "lesa maesta'". Un abbraccio. L".
         
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        Lo scrittore Alessandro Baricco interviene e dice "Non abbiate mai paura di perdere..che, oltretutto, secondo me porta sfiga".. una domanda, perche' nel resto del mondo la competizione (anche individuale) e' sinonimo di ricchezza e pluralita', e da noi di... "rottura del partito"??? Forse perche' nonno Max e i suoi nipotini hanno paura di perdere le leve del potere...? ;-)
         
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        Continuate a guardare il dito e non la luna... (Pensiero Leopoldiano)
         
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        Dal "big bang" della Leopolda è partito un "big bug"... un vero "bug" del sistema. Lo evidenzia il fatto che qui sono intervenuti Chiamparino, Del Rio e moltissimi altri sindaci, imprenditori, insegnanti, dipendenti pubblici e privati, esponenti del terzo settore... tutta gente che vuole costruire un'open leadership, l'opposto dell'oligarchia alla quale siamo avvezzi, il vero tratto distintivo del
        la politica italiana, chiusa nell'essere "casta, a difesa delle varie sottocaste".
        Il bug non si ferma. Perché non è riconducibile ad un bersaglio (leggasi Matteo Renzi): è un qualcosa di diffuso che penetra, e fa paura per quello.
        Fa paura a chi è abituato a manovrare il potere contando sui cd. "capibastone", presenti a destra come a sinistra, a tutti i livelli.
        Si, una bella ventata di entusiasmo che continuerà a soffiare!
         
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        ... Lo spirito della Leopolda non si esaurisce in Renzi e non fa di lui il "salvatore" che tutti aspettavamo.. Ognuno di noi, nel suo piccolo, se ne fa portatore.. Lo spirito della Leopolda è un vento che penetra, costringe a cambiare forma e sostanza, ritmi e tempi..Ecco perché fa paura. Ecco perché mi entusiasma.
         
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        Per tre giorni ho seguito il Big Bang di Renzi e dei rottamatori. Ho visto giovani e meno giovani. Li ho visti partecipi, erano in molti e ho ascoltato interventi competenti. Nei congressi dei partiti il clou sono i discorsi dei leader, alla Leopolda mi hanno incuriosito gli interventi di gente normale: giovani, imprenditori, ricercatori. Molte idee le ho sentite mie, altre no. Ma alla fine sono uscito arricchito come cittadino e come cronista.
        Poi ho letto i giornali. Renzi? Un Berlusconi del centrosinistra. Un populista di centro. Uno con idee di destra. E mi sono chiesto: ma perché dobbiamo sempre etichettare, definire, ingabbiare? E' la nostra voglia di sicurezza. 
        Essere di sinistra: non avere certezze, non inseguire certezze. Ascoltare, riflettere...
        (Mario Lancisi)
         
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        "Non si ferma il vento con le mani!"
         
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        13 ottobre 2011: Consiglio Comunale aperto alla cittadinanza sulle ricadute della manovra finanziaria del Governo sul bilancio del Comune di Collesalvetti e sui servizi per i cittadini
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        13 ottobre 2011 alle ore 21:00 presso la Sala Spettacolo di Piazza Gramsci a Collesalvetti si riunisce il Consiglio Comunale aperto alla partecipazione della cittadinanza, per affrontare la tematica delle ricadute della manovra finanziaria del Governo sul Bilancio del Comune di Collesalvetti e sui servizi per i cittadini.
         
        Tale iniziativa nasce dalla volontà e dalla necessità di rendere partecipi i cittadini riguardo l’attuale situazione finanziaria, e per accrescere il tasso di consapevolezza rispetto alle ricadute che i tagli praticati dal Governo comporteranno.
         
        L’Amministrazione Comunale vuole creare un’occasione di confronto per la cittadinanza, affinché tutti possano essere informati, anche attraverso gli interventi dei rappresentanti delle associazioni del terzo settore, del mondo dell’impresa e del sindacato, che aiuteranno a comprendere l’entità della manovra finanziaria e tutte le sue ripercussioni sulla vita della comunità.
         
        Invito pertanto tutti i cittadini a partecipare attivamente a questa iniziativa.
         
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        La Corte d'Appello di Firenze conferma il fallimento di Sesport.
        "Chiara conferma della fondatezza delle azioni intraprese dall'Amministrazione Bacci nella vicenda della Cittadella dello Sport".
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        Il Sindaco Lorenzo Bacci, a seguito della sentenza della Corte d’Appello di Firenze che conferma il fallimento della società Sesport s.r.l., peraltro già dichiarato dal Tribunale di Livorno, sta valutando di intraprendere ulteriori azioni risarcitorie nei confronti delle società collegate alla stessa e dei relativi amministratori, all’interno della vicenda della Cittadella dello Sport.
         
         
         
         
        Gli avvocati di fiducia dell’Ente Giuseppe Toscano e Paolo Oliva del Foro di Pisa, rilevano come "la sentenza in questione abbia accolto in toto le ragioni dell’Ente, validandone l’azione intrapresa". 
         
         
         
        La Corte d’Appello di Firenze sottolinea che Sesport non può vantare alcun diritto nei confronti del Comune: nella mole delle carte bollate con cui sta procedendo la vicenda giudiziaria intrapresa dal Comune, emerge infatti come la Sesport abbia addirittura sostenuto di aver realizzato opere per circa 6 milioni di euro, di cui solo 4 finanziati col mutuo garantito dal Comune di Collesalvetti. Secondo la tesi di Sesport, la differenza, pari a 1,8 milioni, sarebbe stata finanziata con fondi della società stessa e questo l’avrebbe indotta a chiederne la restituzione al Comune  sotto forma di risarcimento danni (Comune diventato nel frattempo proprietario degli impianti a seguito della dichiarazione di decadenza della convenzione pronunciata dall’Ente). 
        LaCorte d’Appello afferma invece che è “mera fantasia della Sesport quella di attribuire al Comune la mira di lucrare la differenza tra il costo del mutuo di circa 4 milioni di euro e il preteso valore del complesso” peraltro tutto da dimostrare, in quanto le stime ufficiali ad oggi effettuate parlano di cifre che non superano i 2,5 milioni di euro. Quanto alla pretesa di essere risarciti degli ulteriori costi legati alla risoluzione della convenzione la sentenza si esprime con altrettanta perentorietà affermando come appaia “evidente l’evanescenza della pretesa non essendo in alcun modo identificabile una responsabilità giuridicamente riferibile al Comune”.
         
         
         
        Di fronte al risultato di questa sentenza, prima forte conferma della fondatezza delle azioni intraprese dall’Amministrazione Comunale di Collesalvetti, il Sindaco Bacci dichiara di essere fiducioso negli ulteriori sviluppi della vicenda che vedono da un lato andare avanti l’iter amministrativo della gara per l’individuazione del nuovo gestore, dall’altro la prospettiva di intraprendere ulteriori azioni risarcitorie nei confronti delle società collegate a Sesport, il tutto in un quadro nel quale si attende con estrema fiducia l’esito delle indagini della Magistratura, scaturite in seguito all’esposto presentato dall’Amministrazione Bacci poche settimane dopo l’insediamento del giugno 2009.
         
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        E per ora, ma solo per ora... Buonanotte all'Italia
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        Partiamo dal fatto che la politica dovrebbe essere un servizio… no?
        Sbaglio?
        Qualcuno sostiene che sbaglio?
         
        Bene, cominciamo a distinguere da chi fa la politica per servire, il proprio comune, la propria comunità, il proprio Paese, e chi invece si intorta in quei vortici di triste carrierismo partitico per cui “una volta dentro, sempre dentro”… Penso non sia difficile.
         
        Partiamo da lì.
         
        E partiamo dal fatto che ha pienamente ragione chi dice “andate tutti a casa”!
         
        Chi lo dice alla qualunquista merita la considerazione di chi ti dice “com’è?” quando ti vede e non aspetta nemmeno che tu risponda perché la sua non è una domanda interessata, ma una frase fatta, tanto per evitare il silenzio, che spesso imbarazza. Una frase che non impegna e ti mette al riparo.
         
        Ma c’è anche chi lo dice e lo pensa perché è oggettivamente stanco di fronte al penoso quadro che la politica partitica italiana sta quotidianamente disegnando. Io, ad esempio, lo dico.
         
        La politica non fa schifo. I partiti non fanno schifo.
         
        È come se dicessimo che la letteratura italiana fa schifo perché ci limitiamo a considerare quella sterile esperienza ricompresa negli anni del liceo, quando una professoressa annebbiata ti leggeva la Divina Commedia mentre spalmava un formaggino sul pane… Sono gli interpreti che contano.
         
        Oggi gli interpreti fanno pena. C’è poco da dire. Sono ridicoli. Marionette. Personaggi di film trash. Gente che ha cancellato la bellezza della politica. Un’intera classe dirigente. Da destra a sinistra, passando per il centro (che l’importante è starci dentro).
         
        Dice “è colpa di Berlusconi”… Ok, perfetto, sottoscrivo. Ma perché ci ritroviamo ad avere questo Primo cittadino? Chiediamocelo. Magari davanti a uno specchio. Magari (soprattutto noi uomini), in quei momenti nei quali quasi lo invidiamo, perché “lui si che è un ganzo, guarda quante donne…”.
         
        Chiediamoci anche perché nonostante si sia di fronte alla morte cerebrale di un governo, non emerga una proposta forte da parte dell’opposizione. Un’opposizione, dalla quale io dovrei trovare conforto, e che invece non ha vita, non produce vita…si autoalimenta e trae linfa anch’essa dallo status quo.
         
        Berlusconi è il nostro Primo cittadino. Ad oggi, è la fedele rappresentazione dell’italiano che si mobilita per i propri interessi particolari, per il proprio orticello, per il proprio piccolo mondo privato, ma sul resto non sa, preferisce non sapere, preferisce delegare e sperare che gli altri risolvano i problemi per lui.
         
        Come disse Nenni, dopo la caduta di Mussolini: “…Bandiere alle finestre, striscioni acclamanti l'esercito, scritte di Viva Badoglio: è il solito volto dell'Italia festeggiante; l'Italia che non mi piace, quella che ha sempre pronto l'applauso per ogni vincitore…”.
         
        Questo piace a noi italiani. Vincere. Preferibilmente, facile. Magari, aggirando le regole (vi dice nulla il fatto che siamo il Paese occidentale dove maggiormente alligna l’evasione?). Ci piace vincere e cambiare la casacca in corsa, in modo tale da vincere sempre. Ma soprattutto ci piace vincere stando sugli spalti. Non scendendo in campo. Da allenatori esperti ce ne stiamo seduti in gradinata…anzi, meglio a casa…ad esprimere punti di vista che si esauriscono nello spazio di un Ballarò o di un Annozero.
         
        Dite che sono di un pessimista nero, eh? Che allora non ci sono soluzioni...
         
        Tutt’altro! Se no non sarei qui……
         
        In realtà io penso che ci siamo.....che la tendenza descritta sopra si possa invertire.....
         
        Certo, bisogna volerlo.
        Perché ci vuole il contributo di tutti.
        O, almeno, della maggioranza.
         
        Dobbiamo solo prendere consapevolezza che la storia siamo noi, “nessuno si senta escluso”…
         
        “…poi ti dicono "Tutti sono uguali, tutti rubano alla stessa maniera". Ma è solo un modo per convincerti a restare chiuso dentro casa quando viene la sera…”.
         
        Esatto! Perché il fatto, vero, è che non sono “tutti uguali”.
         
        E la gente, quando viene la "sera", deve uscire fuori. 
         
        Ci accingiamo a provarci. Io ci credo.
         
        Dopo stasera un po’ di più.
         
        Cosa dobbiamo fare? Per prima cosa...C’è bisogno di prendere CONSAPEVOLEZZA.
         
        E, seppure per certi versi questa possa apparire un'amara constatazione, è sicuramente più facile prendere consapevolezza nei momenti in cui veniamo toccati in prima persona.
         
        Perché la consapevolezza è quella sottile membrana che si può spezzare facendosi sentire rumorosamente nel momento in cui chi oggi può contare ad esempio su servizi essenziali, dalla scuola all’assistenza sociale, domani potrebbe esserne privato.
         
        È una linea sottile. Che non possiamo permettere venga evidenziata stando immobili, passivi. No.
         
        Perché noi ce la stiamo mettendo tutta.Sicuramente potremmo fare meglio. Ma ce la mettiamo tutta.
         
        E quando ce la si mette tutta, per rendere un servizio alla propria gente, ci si incazza di fronte all’incompetenza ed all'inadeguatezza di questa classe dirigente che, tra riti e liturgie, non è in grado di fare neppure l’unica cosa che servirebbe in una fase storica delicata come questa: DARE L’ESEMPIO.
         
        Dico ai miei. A quelli di sinistra (?) che siedono in Parlamento.
         
        Rovesciate questo ritualismo sterile che vi rende compartecipi dello scempio a cui stiamo assistendo.
        Se potete, rovesciatelo. Se non potete, per motivi che non vale neppure la pena elencare… Lasciate spazio.
        Fatevi da parte.
        Non ne possiamo più di voi e dei vostri appelli silenti.
        Delle vostre facce in bianco e nero.
        Del vostro savoir faire che sa tanto di muffa.
         
        C’è un’indignazione che sale dalle strade di questo martoriato Paese.
         
        Che si respira anche nelle stanze di un piccolo Comune come questo.
        Che, tanto per parlarsi chiaro, non ci sta.
        Non ci sta a passare come anello dell’ingranaggio.
        Che intende denunciare, con la convinzione che i cittadini devono sapere.
        Che intende denunciare a prescindere dall’appartenenza di partito.
         
        Io, ad esempio, non “appartengo” a nessun partito.
         
        Credo nei valori della sinistra. Ma credo soprattutto nell’uomo.
         
        E ho conosciuto molte donne e uomini che hanno dentro tutto per essere quelle gocce nel mare di cui quest’Italia ha tanto bisogno.
         
        C’è solo bisogno di rispolverare le nostre coscienze appassite da troppi anni di bugie e oscenità.
         
        Me la voglio giocare fino in fondo. Come ho fatto sempre.
         
        E sono sicuro di non essere solo.
         
        Questa fiumana di parole che emerge dopo una riunione finita tardi è forse incomprensibile a molti.
         
        Ma è la stessa fiumana che da più parti nel Paese si sta levando.In forme e modi diversi tra loro, ma tutti pronti a confluire in un unica marea.

        Gli Indignati ci sono anche in Italia.
         
        E hanno voglia di farsi sentire.
         
        E per ora, ma solo per ora…Buonanotte all’Italia
         
         
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        Attivato il servizio di raccolta differenziata presso l'Interporto
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        Differenziare i rifiuti è diventata una parola d'ordine. Il Comune di Collesalvetti in questi giorni ha attivato, congiuntamente con Rea Spa e Interporto Toscano vespucci, la prima fase del nuovo servizio di raccolta differenziata dei rifiuti presso le aziende all'interno dell'Area logistica interportuale in cui si svolgono le attività degli operatori specializzati.
        La raccolta differenziata dei rifiuti svolta da Rea Spa prevedeva fino ad ora esclusivamente l'Area servizi esterna di Interporto, ma dal giorno 13 settembre anche gli uffici delle aziende poste all'interno dei gate di Interporto potranno usufruire della raccolta dei rifiuti urbani e della carta. Questa prima fase offre la possibilità di differenziare questi rifiuti all'interno degli uffici mediante specifici contenitori carrellati e sarà svolta in modalità "porta a porta". Il primo obiettivo è stato il riciclaggio della carta, che rappresenta la percentuale maggiore dei rifiuti da ufficio, ma le fasi successive prevedono una progressiva implementazione con l'ampliamento delle tipologie di contenitori per rifiuti a servizio delle singole aziende.
        Il servizio di raccolta verrà effettuato due volte a settimana per i rifiuti indifferenziati ed una per la carta, richiedendo alle singole attività l'esposizione sulla strada dei contenitori nei giorni prestabiliti, al fine di non intralciare le attività logistiche delle aziende e garantire la sicurezza degli operatori.
        La consegna dei contenitori, svolta alla presenza dell'Assessore all'ambiente Riccardo Demi del Comune di Collesalvetti e degli incaricati di Rea Spa e Soc. Interporto, ha previsto la distribuzione presso le aziende di una nota informativa riguardo i tempi e le modalità di svolgimento della raccolta. (da Quilivorno.it)
         
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        19/09/11 Consiglio Comunale:
        il mio intervento sulla manovra finanziaria
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        Carissimi cittadini,
         
        lo scorso 15 settembre, insieme a tutti i Sindaci d'Italia, abbiamo comunicato ai rispettivi Prefetti e al Ministro dell’Interno che i Comuni non sono più in grado di dare i servizi ai cittadini, restituendo simbolicamente al Prefetto le deleghe di Anagrafe e di Stato Civile.
        Si tratta di una forma di protesta molto forte, contestuale in tutti i Comuni italiani, alla quale siamo arrivati perché non siamo riusciti a far cambiare una manovra economica sbagliata, poiché caricata in maniera sproporzionata sugli enti locali, in primis Comuni.
        Noi non vogliamo peggiorare la qualità della vita della nostra gente, ma cercare di migliorare i servizi e le prestazioni in tutti i settori e difendere i diritti.
        Oggi non è più possibile, perché si preferisce togliere ai Comuni invece di andare a vedere dove le risorse si sprecano realmente.
        Ogni anno i Comuni hanno portato soldi alle casse dello Stato per un totale di oltre 3 miliardi di euro: non abbiamo fatto deficit, ma contribuito a risanare la finanza pubblica!
        Lo Stato – che taglia sempre poco la spesa di Ministeri e apparati centrali – continua a sprecare, e noi siamo costretti a scegliere dolorosamente se aumentare le tasse o tagliare i servizi.
        Ho deciso di pubblicare l'intervento di stamani in Consiglio Comunale per farvi conoscere a che punto siamo arrivati e perché ognuno di voi possa rendersi conto che la protesta che i Comuni italiani stanno facendo non è la protesta della “casta”, ma di chi lavora seriamente al servizio di un Paese ormai purtroppo alla mercé di una classe dirigente inadeguata e dannosa.
         
        Il Sindaco
        Lorenzo Bacci
         
        La situazione economico-finanziaria del nostro Paese è cosa nota: ormai da lungo tempo l’Italia, come molte altre nazioni occidentali, fatica ad innestare una marcia adeguata a macinare sviluppo e crescita che garantirebbero migliori condizioni di vita e sostenibilità della finanza pubblica, il tutto in un quadro di equità sociale e fiscale.
         
        Il nostro Paese, rispetto a molti altri, trova maggiori difficoltà per l’enorme debito pubblico che drena in continuazione risorse per pagare gli interessi.
         
        Il Governo, per far fronte al repentino recente acuirsi della crisi, ha partorito un decreto legge più volte emendato che contiene una manovra economica sicuramente poderosa nella dimensione, ma certamente scarsa dal punto di vista della strutturalità degli effetti, alquanto iniqua rispetto al peso caricato sulle diverse articolazioni dello Stato, incapace di coniugare bene il necessario rigore con l’esigenza di sviluppo.
         
        Ci sono alcune questioni o mal gestite o del tutto non affrontate in questa manovra, che la rendono debole, pericolosamente recessiva e con il fiato corto.
         
        Il primo aspetto riguarda i tagli imposti a Regioni, Province e Comuni, che tradotto significa il taglio che si produrrà ai servizi offerti ai cittadini. In particolare, per quanto riguarda i Comuni, il Decreto 78 dello scorso anno, il Decreto 98 di luglio e il Decreto 138 di agosto hanno portato i tagli ad un livello insostenibile:
         
         
         
         
         
         

        • 2011:   1,5 miliari di euro di taglio ai trasferimenti e 2,16 miliari di euro di miglioramento dei saldi di spesa per il patto di stabilità;
        • 2012:   2,5 miliari di euro di taglio ai trasferimenti e 3,7 miliari di euro di miglioramento dei saldi di spesa per il patto di stabilità;
        • 2013:   2,5 miliari di euro di taglio ai trasferimenti e 4,5 miliari di euro di miglioramento dei saldi di spesa per il patto di stabilità;
        • 2014:   2,5 miliari di euro di taglio ai trasferimenti e 4,5 miliari di euro di miglioramento dei saldi di spesa per il patto di stabilità.

         
         
         
         
         
         
        In totale, tra tagli dei trasferimenti e riduzioni di possibilità di spesa, fanno 23,86 miliardi di euro di sacrifici imposti ai Comuni in 4 anni! Stiamo parlando di quasi 50.000 miliardi delle vecchie lire!!!
         
         
         
        In pratica, per il Comune di Collesalvetti, arriverà una stangata in due anni di circa 1 milione e 700 mila euro, taglio che segue le consistenti riduzioni degli anni passati. Questo, al di là del blocco totale degli investimenti e delle opere pubbliche, renderà praticamente impossibile programmare anche la spesa sociale, vorrà dire che verranno praticamente azzerati gli aiuti economici alla persona, il sostegno scolastico ai disabili, ai contributi per gli affitti, ai servizi per i giovani, i servizi per i minori, per i portatori di handicap, ecc…
         
         
         
        Vale la pena ricordare alcuni dati che pongono a confronto il contributo al risanamento delle finanze pubbliche dato dai Comuni con i cosiddetti “sacrifici” dello Stato centrale: dal 2007 al 2009 il comparto Comuni ha migliorato il dato della propria spesa di 2,5 miliardi di euro. Lo Stato centrale lo ha peggiorato di 30 miliardi!
         
         
         
        Lo Stato pesa il 75% nella spesa pubblica mentre gli Enti territoriali pesano per il restante 25%.
         
        Alle autonome locali è però stato cariato il 75% del peso delle manovre degli ultimi 2 anni!
         
        Tutto ciò significa che si è assistito ad uno spostamento di spesa dai territori al centro.
         
        Alla faccia dell’autonomia e del federalismo…
         
         
         
        Si parla di federalismo fiscale come il santo graal per risolvere tutti i problemi. Falso, il federalismo fiscale e’ oggi questione morta, non e’ mai partito perché mancano i decreti attuativi e i regolamenti che disciplinano i vari aspetti del federalismo stesso: concetto di costo standard, fabbisogno standard, come viene regolato il fondo di riequilibrio, cos’è e come viene attuata l’IMU… addirittura il famoso federalismo demaniale che doveva trasferire i beni immobili dal demanio ai comuni ad oggi sappiamo che non solo e’ stato bloccato ma addirittura non ci sono nella manovra le previsioni economiche che ne permettano la realizzazione.
         
         
         
        Ci sono livelli dello Stato ove la spesa pubblica in questi anni è proliferata, non si è mai fermata, ha proseguito la sua corsa, ovvero i Ministeri, si tratta di spesa non per investimento, ma spesa corrente.
         
        Sul comparto “Ministeri”, però, non è stato preso nessun provvedimento serio per controllare, frenare e ridurre la spesa.
         
        Il comparto “Comuni” ormai da qualche anno – dopo i numerosi tagli e sacrifici – non genera un deficit allo Stato, ma un avanzo (unico caso nell’ambito della Pubblica Amministrazione italiana); se la spesa pubblica ed il debito pubblico in questi anni sono invece cresciuti, di chi sarà la colpa se i Comuni hanno già fatto il loro dovere?
         
         
         
        Lo Stato deve decidersi a fare i conti con le inefficienze ministeriali, gli alti costi del centralismo burocratico e della politica nazionale! Il problema sta però nel manico: chi deve decidere dove tagliare è anche il responsabile della spesa che affoga lo Stato…
         
         
         
        Deve essere chiaro a tutti un aspetto: i Comuni – anche con le manifestazioni di dissenso delle ultime settimane e lo “sciopero” dei Sindaci del 15 settembre scorso, al quale hanno aderito l’86% dei primi cittadini – non protestano e basta, ma fanno un’assunzione di responsabilità, consapevoli del momento difficile che viviamo.
         
         
         
        Siamo, come sempre, disponibili a fare la nostra parte; che presuppone però che anche le altre articolazioni dello Stato facciano la loro, in particolare l’apparato centrale e ministeriale, che fino ad ora non ha subito particolari decurtazioni di spesa!
         
         
         
        Anche la nostra amministrazione ha aderito alla manifestazione indetta da ANCI lo scorso 15 settembre contro la manovra economica del Governo, anzi le manovre che nel giro di 20 giorni sono state fatte l’una di seguito all’altra, richieste con forza dalla Commissione Europea e dalla Banca Centrale Europea in un momento in cui Tremonti affermava che i conti italiani erano sani e sotto controllo.
         
        Abbiamo aderito perché crediamo che i cittadini debbano conoscere e comprendere la devastante politica economica che ha messo in campo il duo Berlusconi-Bossi, una politica che taglia ancora in maniera massiccia i trasferimenti agli enti locali, già colpiti dalle precedenti manovre, soffocando l’economia e - andando platealmente contro il "primo comandamento" del berlusconismo - dato che si vanno, eccome, a "mettere le mani in tasca agli italiani"; i cittadini ormai sono considerati mucche da mungere per ripianare il debito pubblico che, nonostante le promesse di Tremonti e Berlusconi, sta aumentando drasticamente e, notizia di alcuni giorni fa, confermata in primis da Confindustria, la tassazione salirà nel 2012 oltrepassando il 44%! Dato mai registrato dalla costituzione della Repubblica Italiana.
         
         
         
        Due dati che vorrei sottolineare, due anomalie tutte italiane: la prima, mentre si stava votando per la manovra economica, il ministro per l’economia tedesco Roesler, si è precipitato a Roma per discutere della manovra stessa ma non e’ andato dal ministro Tremonti, né da Berlusconi ma è stato ospite di Palazzo Koch, sede di Banca d’Italia, incontrando il governatore Draghi e il direttore generale Saccomanni. Questo è un chiaro segno che l’Europa e il principale stato europeo che traina l’economia, la Germania, non riconoscono più come interlocutore il Governo, che ha perso ogni credito nell’arena internazionale, questione che si ripete dopo il vero e proprio commissariamento dell’Europa con la lettera scritta a Tremonti e mai rivelata in tutti i suoi contenuti, dove si richiedeva all’Italia uno sforzo maggiore e una presa di responsabilità da parte del Governo stesso.
         
        L’altra anomalia tutta italiana è che nella manifestazione ANCI hanno aderito non solo i sindaci dell’attuale opposizione di governo ma anche quelli della maggioranza, dell’attuale maggioranza! Questi Sindaci manifestano contro il proprio partito e contro la propria maggioranza ed in alcuni casi, laddove vi siano Sindaci che svolgono il doppio incarico di primo cittadino e di deputato, manifestano anche contro se stessi che hanno votato la manovra in Parlamento!!!
         
         
         
        Gli Enti Locali non si tirano indietro rispetto ai sacrifici da sostenere per far quadrare i conti dello Stato, ma chiedono che i tagli vengano modulati in modo proporzionale alla creazione di deficit che le diverse articolazioni dello Stato producono e in maniera proporzionale all’effettiva incidenza della finanza degli enti territoriali rispetto al complesso della finanza pubblica.
         
         
         
        Altro punto imprescindibile ed importantissimo – non per i Comuni, non per i Sindaci, non per Collesalvetti, ma per il sistema economico del Paese – è quello relativo alla richiesta di modificare radicalmente il patto di stabilità, in modo tale che da poter stimolare gli investimenti per la crescita.
         
         
         
        Non ne possiamo più di essere costretti all'impotenza da questo assurdo “patto di stabilità".
         
        Questo strumento perverso di fatto non consente di spendere tutti i soldi che i Comuni hanno a disposizione, al netto dei tagli. Milioni di euro, che non possiamo utilizzare per effettuare pagamenti di opere già decise e regolarmente finanziate.
         
        E non per realizzare grandi opere!! Ma neppure per ristrutturare le scuole! Neppure per tappare le buche per le strade!
         
         
         
        Spesso sono proprio gli Enti locali – che non possono pagare per via del patto di stabilità – gli “agenti di morte” delle aziende italiane, trovatesi in gravissime difficoltà finanziarie perché non sono state pagate per le loro commesse pubbliche.
         
        In un momento di crisi come questo, consentire di pagare le commesse pubbliche equivale a far circolare ricchezza, stipendi, consumi, produzione, ecc., cioè far ripartire l’economia.
         
        Ecco perché, facendoci carico delle necessità della nostra gente, ricomprendendo anche tutti i lavoratori delle grandi, piccole e medie imprese, chiediamo insistentemente un cambio delle regole del patto, che consenta di sbloccare le risorse per effettuare pagamenti utili non solo alle opere pubbliche delle nostre città, ma anche all’economia italiana per la ricchezza che verrebbe inserita nel sistema.
         
         
         
        È chiaro a tutti (come è stato ampiamente argomentato anche da Sindaci, Presidenti e Governatori di centrodestra) che nelle condizioni sopra descritte non si possono più garantire i servizi ai cittadini: asili nido, assistenza scolastica, servizi sociali, ecc. Tutto diventa più drammatico. Tutto diventa aleatorio.
         
         
         
        L’unica chance che ci è data è quella della leva fiscale, dell’aumento delle addizionali IRPEF, delle tariffe dei servizi, ecc. Cioè il fatto di trasformare gli Amministratori locali in esattori!!!
         
         
         
        Il che significa che comunque è il cittadino e la famiglia a rimetterci: o avendo meno servizi di quanto ne avesse prima, o pagando di più per avere gli stessi servizi di prima.
         
         
         
        Chiediamo che venga restituita piena autonomia agli Enti territoriali e sia effettivamente riconosciuta pari dignità istituzionale: vogliamo essere ascoltati, non solo per le critiche che muoviamo alla manovra, ma anche per le proposte alternative che consentirebbero di garantire una migliore spesa pubblica.
         
         
         
        Anche perché riteniamo di essere interlocutori molto più seri di molti "consiglieri" che circolano ultimamente intorno ad un Governo ormai completamente allo sbando, disinteressato dei problemi reali, appassionato solo all'auto-mantenimento della casta, tra squallidi teatrini osè e sceneggiate carnevalesche che inneggiano alla secessione.
         
         
         
        Un Amministratore locale, un Sindaco, non può non essere inquieto e tormentato dagli effetti che questa manovra avrà sulla sua gente, perché – come ho tentato di spiegare – è sulla gente comune (quella onesta, che lavora, che paga le tasse alla fonte, perché gli vengono trattenute in busta paga) che si scaricherà il peso di questa manovra: tagli alle agevolazioni fiscali, tagli ai servizi o in alternativa aumento dei balzelli.
         
         
         
        Se questa manovra porterà la gente comune a spendere meno ciò comporterà – in ultima istanza – che ci saranno altri posti di lavoro a rischio. E anche questa è una grande preoccupazione per chi amministra le città.
         
         
         
        Ecco dunque spiegate le ragioni che in queste settimane vedono moltissimi Sindaci di ogni colore politico uniti nella protesta contro una manovra che ammazza l’autonomia locale, il livello istituzionale dello Stato più vicino ai cittadini.
         
         
         
        E la ragione profonda che vede uniti Sindaci di destra, sinistra e centro è la consapevolezza che istituzioni e politica sono due cose diverse, soprattutto visto il livello attuale della politica partitica italiana...due cose che non vanno confuse.
         
        Quando un Sindaco è tale veste la maglia della propria città, non quella del partito di appartenenza, perché ciò che conta è tutelare l’interesse dei propri cittadini.
         
         
         
        Siamo impegnati a fare tutto questo: auspichiamo che la nostra gente, i nostri concittadini, comprendano le ragioni della nostra protesta e le sostengano con noi, perché sono le ragioni della gente comune, di chi ogni giorno, magari inconsapevolmente, usufruisce dei servizi che solo i Comuni garantiscono e, molto più consapevolmente, domani, sarà costretto a pagare per gli stessi o a doverne fare a meno.
         
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        Passaggi
         
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        Questi giorni rappresentano un momento di passaggio.
        Almeno per me.
        Non sono solo infatti i primi scivoloni meteorologici di un’estate che se ne va, ma anche vicende personali e tante altre cose che si muovono intorno a farmi dire ciò…
         
        Diciamo intanto che la comunità di Collesalvetti dimostra in questo tempo di passaggio, ancora una volta, una vitalità enorme, da assecondare il più possibile: dal fine settimana che si sta chiudendo fino a quello che verrà, sono previste una serie di iniziative nelle quali l’Amministrazione Comunale è presente, concretamente o attraverso patrocini.
        Si va dai tre appuntamenti su Stagno (“Stagno in festa” di questo weekend e “Vivere la legalità” il prossimo, in contemporanea col “Memorial Miguel Vitulano”), al tradizionale appuntamento nugolese del “Settembre Di…Vino” (dal 7 all’11), passando per la simpatica rimpatriata di cani carlini alle “Ugopiadi” di Guasticce (l’11) e alla “Festa della Fienagione” di Vicarello (il 10 e l’11), con l’evento centrale del 6 settembre, martedì, quando a Collesalvetti si svolgerà la storica Fiera, all’interno della quale sono previsti numerosissimi eventi di valore sociale e culturale: alle ore 10 sarà inaugurata la Mostra degli atti dell’Archivio Storico Preunitario, raccolta di documenti archivistici, accuratamente inventariati, che datano dall’anno 1537 al 1860. La mostra, che vuole celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia, si svolgerà presso la Sala Consiliare, al primo piano del Palazzo comunale, per tutta la giornata della fiera, fino alle ore 19 (per info 0586/980217 oppure consultare il sito del Comune). L’AVIS Intercomunale organizzerà invece la VI edizione della manifestazione di moto storiche, in Via Malenchini, mentre la Pubblica Assistenza di Collesalvetti, alle ore 18, inaugurerà il nuovo mezzo per il trasporto delle persone diversamente abili, acquistato con il contributo della Fondazione Cassa Risparmi di Livorno. Un’ora prima, alle 17, presso la Pinacoteca “Carlo Servolini” di Via Umberto I, sarà inaugurata dalla curatrice Francesca Cagianelli la mostra di dipinti intitolata “Il fascino del Notturno”, che rimarrà aperta fino al 27 ottobre, tutti i giovedì dalle 16 alle 18 con ingresso gratuito (e, a costo zero, è anche l’allestimento della mostra!): si tratta di una piccola grande occasione per entrare in contatto con dipinti affascinanti del ‘900 labronico aventi come tema il notturno (anche in questo caso, info maggiori sul sito del Comune). Una fiera ricchissima di appuntamenti quindi, accompagnati dalla Sagra della Pizza presso l’oratorio e dalla presenza di oltre 100 stand, tra prodotti tipici, oggettistica, abbigliamento, etc.
        Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti!!!
        E se qualcuno pensa che con l’estate viene meno la voglia di “esserci”, fare comunità, uscir fuori di casa, Collesalvetti e i cittadini delle sue nove frazioni vogliono dimostrare che il passaggio verso la stagione autunnale può essere invece un’occasione di incontro e confronto, di divertimento e riflessione.
        L’Amministrazione, nelle varie forme possibili (purtroppo sempre meno quella economica!) non può che essere accanto a tutte queste iniziative.
         
        Così come non può essere accanto a chi, il 6, si fermerà per uno sciopero generale che ha il pieno sostegno di un Comune che sta toccando con mano le conseguenze delle disastrose manovre economiche portate avanti dal Governo nazionale: non solo per i tagli, ormai insostenibili, che ci renderanno impossibile per il 2012 mantenere la spesa sociale ai livelli fino ad oggi garantiti, ma anche e soprattutto per la totale assenza di prospettive di sviluppo messe in campo dal Governo stesso. Non è tanto il sapere di dover fare dei sacrifici (e come Comune, come comunità, ne abbiamo già fatti a sufficienza! ), ma è il fatto di non avere davanti a noi un orizzonte di cambiamento, bensì un semplice quadro fatto di numeri e cifre che, alla fine, non tornano mai e che sono sempre e solo frutto del sacrificio dei soliti noti, lavoratori dipendenti ed enti locali.
        È l’ora di dire basta. E se un sindacato importante come la CGIL mette in campo una protesta forte, accompagnata da proposte altrettanto forti e condivisibili (come l’imposta straordinaria sui grandi immobili, la sovrattassa sui capitali rientrati con lo scudo fiscale, un’imposta ordinaria sulle grandi ricchezze, etc.), è nostro dovere essere lì accanto a chi, come noi, denuncia l’iniquità e l’ingiustizia delle scelte dall’alto fatte da quella banda di matti che guida questo Paese.
        Anche in questo caso, si tratta di un passaggio fondamentale, perché di fronte abbiamo mesi difficilissimi a mio modo di vedere caratterizzati dalla inadeguatezza totale della classe dirigente che guida questo Paese, su tutti i fronti: politico (partitico) in primis.
        Si criticano le “giocherie” assurde di chi governa a livello nazionale, ma poi si assiste a scene altrettanto poco edificanti anche su livelli a noi più vicini: tutto questo mi conferma nell’idea che il “potere”, inteso come ancora molti oggi lo declinano, ossia come la capacità di manipolare e controllare gli altri, genera adesso solo risultati negativi. Come dice Zukav, autore di un libro che sto leggendo che si intitola “Il potere autentico delle relazioni”, “il cambiamento, le possibilità e il potere per noi inimmaginabili fino a poco tempo fa stanno adesso ridisegnando il volto dell’intera esperienza umana. Nuovi valori, nuovi scopi e nuove intenzioni emergono ovunque, senza sosta, come l’erba che in primavera cresce rapidamente rigogliosa e, nel suo manifestarsi, rende ogni cosa più bella. Al suo apparire ecco nascere campi fioriti e sterminate foreste. Un mondo ancora ignoto e straordinario si presenta secondo modalità insolite e sorprendenti. Siamo tutti principianti, esploratori di un territorio sconosciuto e pionieri in questa nuova avventura dell’umanità…”. Per capire quanto siano vere queste poche parole, basta vedere quello che sta succedendo così vicino a noi, nel bacino del Mediterraneo, fulcro storico delle nostre esperienze, ambito nel quale anche noi, da sempre, riceviamo linfa vitale: prima la Grecia, poi i paesi del Nord Africa e quelli del Medio Oriente, la Spagna e i suoi “indignados”, ed adesso anche lo Stato di Israele. Una crescita spontanea e inarrestabile di vita nelle piazze di tutti questi Paesi, che testimonia la necessità di un nuovo paradigma, dopo quello del potere della sopraffazione e della menzogna… un nuovo paradigma difficile da definire, forse impossibile… Sicuramente che non potrà prescindere dalla verità e dalla responsabilità. Concetti forti, per certi versi opposti ai canoni della politica di partito, dove spesso la verità spaventa e la responsabilità è sinonimo di posto di potere (definibile anche più semplicemente “poltrona”).
        Anche nel nostro martoriato Paese, dove la verità è un optional e le responsabilità si scaricano come se fosse uno sport nazionale, arriverà il momento di questa presa di coscienza collettiva.
        Mi conforta l’idea che già per molti sia così.
        Anche qui, a Collesalvetti…
         
        In questo tempo di passaggio, mi prendo anch’io del tempo, tutto per me.
        Qualche giorno di ferie, dopo le travolgenti emozioni di questi giorni: grandi paure, incontri inaspettati e gioie enormi.
        Passato il 6, tornerò operativo da metà settembre.
        Con la scuola che riapre, quella scuola per la quale come Comune stiamo dando tutto, al di là anche delle competenze specifiche: 2 sezioni aggiuntive di scuola dell’infanzia, circa 60 bambini, circa 60 famiglie, usufruiranno di questo servizio solo grazie alla Regione ed allo sforzo enorme del Comune.
        Per lo Stato queste sezioni non sarebbero esistite.
        Non credo ci sia bisogno che mi chiediate perché.
        Probabilmente la risposta ce l’avete già…
         
        Un abbraccio a tutti,
        Lorenzo
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        La mia intervista su Radio Toscana
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        Ascolta qui la mia intervista andata in onda martedì
        9 agosto su Radio Toscana FM 88.0: Collesalvetti, tra presente e futuro.
        Restate in ascolto!
         
         
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        AVVISO IMPORTANTE: Presunta truffa su contratti pubblicitari
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        Collesalvetti, 8 agosto 2011
         
        L’Amministrazione comunale ha appreso che rappresentati di una ditta non identificata, stanno proponendo la sottoscrizione di contratti pubblicitari aventi per oggetto l’inserimento di spazi appositi nell’ambito di pubblicazioni assimilabili ad elenchi telefonici o guide cittadine.
         
        A garanzia della serietà dell’iniziativa la società proponente individua nell’Amministrazione comunale uno dei soggetti sostenitori, mostrando abusivamente e illecitamente le foto degli Amministratori comunali.
         
         
         
        Il Comune di Collesalvetti disconosce qualunque tipo di iniziativa contrattuale, analoga a quella sopra descritta, in quanto promossa da soggetti privati non autorizzati ad avvalersi, per finalità estranee a quelle istituzionali, dell’immagine dell’Amministrazione comunale.
         
         
         
        Al fine di contrastare azioni in danno dei cittadini e della collettività locale, l’Amministrazione invita chiunque sia incorso o incorra in una situazione analoga a quella  rappresentata, a voler segnalare le proposte ricevute e i fatti verificatisi, per scritto o recandosi personalmente  presso gli uffici comunali (Urp ) o le locali stazioni dei Carabinieri.
         
         
         
        L’Amministrazione comunale si riserva, in riferimento ai fatti che verranno accertati, di adottare le misure più opportune a tutela dei cittadini e della propria immagine.
         
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        La mia replica alle dichiarazioni della CNA apparse oggi sui quotidiani livornesi
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        Sulla stampa di oggi (6 agosto 2011) sono uscite dichiarazioni che mi allarmano, perché da queste si capisce il livello di conflittualità ingenerato nei gradini più bassi del sistema dalla crisi che stiamo vivendo e, soprattutto, dall'incapacità di chi (Governo) sarebbe chiamato a mettere in campo misure non dico risolutive, ma almeno in grado di non contribuire al collasso dell'economia intera. E' un "tutti contro tutti" pericolosissimo, dove chi ha delle responsabilità cerca di trovare qualcuno su cui scaricarle, non comprendendo che così si esaspera solo lo scontro sociale e non si pongono le basi per costruire niente di positivo. In tutto questo, la parte peggiore della livornesità, quella della superficialità sparsa a piene mani, contribuisce in maniera sensibile ad aumentare lo scontro... Detto questo, poi, si dovrebbe avere almeno un minimo di ritegno.....
        Di seguito la mia replica integrale alle dichiarazioni apparse sui quotidiani livornesi oggi (vedi qui gli articoli)
         
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        Scopro oggi, sfogliando le cronache locali, che la CNA si è messa a dare pagelle alle amministrazioni locali, assegnando un voto “prossimo allo zero” a Provincia di Livorno, Comune di Livorno e Comune di Collesalvetti.
         
        Ovviamente, per quanto mi compete, posso solamente rispondere per quanto riguarda il Comune che amministro dal 2009, augurandomi che almeno la CNA si presti ad ascoltare il mio punto di vista, così come farebbe un bravo professore di fronte ad un genitore che va a chiedere conto del perché il figlio abbia avuto un voto così negativo.
         
        Nel mio caso, gli amici della CNA, non potranno però utilizzare formule scontate come quella riportata nelle cronache odierne, tipo “c'è entusiasmo e impegno, ma i risultati sono pochi”.
         
        Troppofacile. E scontato.
         
        Perché la storia, la storia contemporanea del Comune di Collesalvetti è lì a dimostrare, sia per i professori (loro), che per l’alunno inconcludente (Comune), che quando si governa un territorio, lo si fa insieme, sia nel bene che nel male.
         
        Ed è troppo facile scagliarsi contro chi fino a oggi ha manifestato sempre la volontà di costruire percorsi condivisi, solo perché le condizioni dell’economia sono così profondamente mutate.
         
        Tanto per restare nella cronaca, l’ultima occasione di confronto con tutti gli stakeholders del territorio, CNA compresa, è stata lo scorso 28 luglio. E non abbiamo parlato proprio di “aria fritta”, ma, tra le varie proposte, dell’opportunità condivisa a livello locale (e regionale) di attirare investimenti produttivi in un’area residuale dell’Interporto. Opportunità immediatamente spendibile che CNA ha in quella sede, condiviso.
         
        Certo, quella poteva comunque essere anche un’occasione per manifestare punti di vista critici nei nostri confronti. Però, si sa, in condizioni di difficoltà, per riaffermare la propria identità, cosa c’è di meglio di una bella conferenza stampa a meno di una settimana di distanza dove sparare alzo zero contro tutti indistintamente?
         
         
         
        In premessa, pur comprendendo a pieno le difficoltà delle categorie rappresentante dall’associazione, che ben conosciamo per il rapporto diretto che il Comune ha da sempre con le aziende del territorio, è evidente che leggendo le dichiarazioni degli amici della CNA, pare che essi vivano in un mondo diverso da quello reale.
         
        Abbiamoappena assistito al “commissariamento” del Governo italiano da parte delle istituzioni finanziarie sovranazionali, sappiamo che avendo portato l’obiettivo del pareggio di bilancio dal 2014 al 2013, avremo un anno in meno per sopportare 2,7 milioni di euro di tagli (che con quelli subiti nell’anno passato fanno 3 milioni tondi tondi) e si criticano i Comuni perché investono poco?
         
        Chi rappresenta una categoria non ha solo il diritto di lamentarsi quando le cose non vanno, dovrebbe anche avere il dovere di “accompagnare” i propri associati perché si comprenda fino in fondo che siamo tutti sulla stessa barca. Ed invece, si punta l’indice nei confronti degli Enti locali, l’unico comparto della pubblica amministrazione (mi riferisco segnatamente ai Comuni), che da anni registra miglioramenti sensibili nella gestione della finanza pubblica e che contribuisce in quota parte molto di più di quanto non facciano tutti gli altri livelli della P.A.
         
         
         
        Maio mi chiedo:
         
        -          gli amici dellaCNA sanno cos’è il Patto di stabilità o pensano che si tratti di una scusa dietro la quale si trincerano gli amministratori locali per evitare di fare investimenti?
         
        -          sanno chenonostante la situazione sono in cantiere lavori infrastrutturali importanti su Crocino, Guasticce, Stagno, in prospettiva Vicarello, che rappresentano opportunità concrete, alcune già in essere, per le imprese del territorio?
         
        -          sanno che nonostante la situazione abbiamo attirato in un anno investimenti pari a 15 milioni di euro nel settore delle energie rinnovabili, mediante scelte urbanistiche e amministrative mirate, che ovviamente hanno rappresentato per il mercato nel suo insieme un’opportunità da cogliere?
         
        -          sanno che siamo stati capofila di un’iniziativa, che nei mesi scorsi ha coinvolto oltre venti amministrazioni delle province di Livorno e Pisa, con la quale abbiamo chiesto alle Istituzioni sovraordinate di poter escludere dal patto gli investimenti per la messa in sicurezza delle scuole, per la viabilità e per i problemi idrogeologici, anticipando quanto avrebbero fatto di lì a poco le associazioni degli enti locali, senza avere, né noi né le associazioni, uno straccio di risposta?
         
         
         
        Inoltre, visto che non è la prima volta che vengo personalmente tirato in causa da chi ha da “insegnare”, vorrei ricordare a tutti, cittadini in primis, che il Comune di Collesalvetti in questi due anni, oltre a dover fare i conti con i tagli governativi, ha dovuto accantonare anche una cifra molto consistente, oltre 1 milione di euro, per la nota vicenda della “Cittadella dello Sport”, vicenda sulla quale sta indagando la magistratura, poiché i lavori svolti nell'area sono stati quantificati in poco meno di 2 milioni e mezzo, a fronte dei 4 milioni di mutuo garantito dalla fidejussione rilasciata dall'amministrazione. Non dico niente di nuovo dicendo che uno degli “sponsor” maggiori di questa operazione fu, al tempo, proprio la CNA.
         
        Che, dunque, in un’ottica di condivisione delle responsabilità, dovrebbe quantomeno avere il buon senso di evitare di uscire in questo modo nei confronti di un Comune il quale, se avesse avuto a disposizione quel milione, invece di doverlo accantonare, avrebbe potuto usarlo magari per qualche investimento in più (ovviamente il tutto regolato da percorsi ad evidenza pubblica).
         
        “La politica e le istituzioni devono avere entusiasmo nell'avviare percorsi e azioni concrete, rapidità nel prendere le decisioni adeguate, e soprattutto coerenza nel difendere le proprie scelte”, dicono gli amici della CNA.
         
        Bene, io l’entusiasmo ce lo metto sempre, la rapidità nel prendere le decisioni adeguate mi pare innegabile (l’esposto alla Procura della Repubblica ed alla Corte dei Conti per la nota vicenda di cui sopra sono atti prodotti appena quaranta giorni dopo il mio insediamento) e metto tutta la coerenza di questo mondo nel difendere le scelte di questa Amministrazione.
         
         
         
        A titolo di esempio cito due casi concreti, nei quali la nostra coerenza, che spesso viene messa a dura prova, sta comunque producendo risultati: il progetto di delocalizzazione delle attività di autotrasporto dai centri abitati e la riqualificazione dell’area della Chiusa. Nel primo caso, stiamo ricevendo le prime manifestazioni di interesse dei privati e contiamo di chiudere l’operazione entro la fine dell’anno, nel secondo stiamo costruendo un percorso di fattibilità con la Regione Toscana, in linea col nuovo modello per gli insediamenti produttivi delle cosiddette A.P.E.A. (aree produttive ecologicamente attrezzate). Su entrambi questi progetti, il ruolo di una realtà come la CNA risulta fondamentale: vedremo se alle pagelle ed alle reprimende, seguiranno anche contributi concreti e sostegno vero, anche finanziario.
         
        Perché se si pensa che il mondo sia sempre quello pre-2007 è evidente che non si è connessi con la realtà.
         
        E perché se si pensa che il Comune di Collesalvetti possa riproporre progettualità insostenibili al solo fine di “aprire cantieri”, per poi ritrovarsi nelle condizioni in cui si ritrova oggi, sì, amici della CNA, affermo con orgoglio e non certo vergognandomi che “marco le distanze”: il Comune di Collesalvetti, da questo punto di vista, è cambiato.
         
        Lorenzo Bacci
         
         
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        Approvato a maggioranza dal Consiglio Comunale l'ordine del giorno
        contro l'istituzione degli uffici di rappresentanza dei ministeri
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        Dato che
        il Ministro delle riforme per il federalismo e il Ministro per la semplificazione normativa, con decreti in data 7 giugno 2011 - peraltro non pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale - hanno provveduto a istituire proprie “sedi distaccate di rappresentanza operativa” e che analoghe iniziative verrebbero assunte a breve anche dal Ministro del turismo e dal Ministro dell'economia e delle finanze (quest'ultimo titolare di un importante Dicastero, anziché Ministro senza portafoglio come gli altri tre), nonostante che nel corso dell'esame parlamentare del d.l. n. 70 del 2011, siano stati discussi e votati diversi ordini del giorno finalizzati ad escludere ipotesi di delocalizzazione dei Ministeri,
         
        Considerato che
        la dislocazione di sedi ministeriali in ambiti del territorio diversi dalla città di Roma deve tener conto delle disposizioni contenute nel regio decreto n. 33 del 1871, ancora pienamente vigente, che nell'istituire, all'articolo 1, Roma quale capitale d'Italia ha altresì previsto che in essa abbiano sede il Governo ed i Ministeri,
         
        Essendo altresì noto che
        la scelta di Roma capitale è stata costituzionalizzata con la riforma del titolo V della Carta Costituzionale che, con la nuova formulazione dell'articolo 114, terzo comma, ha da una parte introdotto un bilanciamento con le più ampie funzioni attribuite agli enti territoriali e dall'altra ha posto un vincolo che coinvolge tutti gli organi costituzionali, compresi ovviamente il Governo e la Presidenza del Consiglio: vincolo ribadito dalla legge n. 42 del 2009, che all'art. 24 prevede un primo ordinamento transitorio per Roma capitale diretto "a garantire il miglior assetto delle funzioni che Roma è chiamata a svolgere quale sede degli Organi Costituzionali",
         
        Rilevato che
        a fronte della scelta, non avente connotati di particolare rilievo istituzionale, di aprire meri uffici di rappresentanza, non giova alla chiarezza una recente nota della Presidenza del Consiglio, che inquadra tale iniziativa nell'ambito di "intese già raggiunte sugli uffici decentrati e di rappresentanza di alcuni ministeri sia al Nord che al Sud, come già in essere per molti altri ministeri", così preludendo ad ulteriori dispersioni degli assetti organizzativi dei Ministeri tanto da consentire la prefigurazione, da parte di esponenti dello stesso Governo, di casuali localizzazioni in vari siti regionali o municipali delle amministrazioni centrali,
         
        Essendo evidente che
        l'apertura di sedi di mera rappresentanza costituisce scelta organizzativa priva di senso in una logica costi-benefici che, in ogni caso, dovrebbe improntarsi, nell'attuale situazione economico-finanziaria del Paese, al più rigido contenimento delle spese e alla massima efficienza funzionale, Preso attodella nota inviata in data 28.07.2011 dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, allo scopo di evitare equivoci e atti specifici che chiamino in causa la responsabilità del Capo dello Stato quale rappresentante dell'unità nazionale e garante di princìpi e precetti sanciti dalla Costituzione,
         
        il Consiglio Comunale di Collesalvetti
         
        Esprime
        totale dissenso per la scelta del Governo di aprire uffici di rappresentanza dei Ministeri, sfruttando le Istituzioni come mera partita di scambio, con l’intento politico neppure celato di soddisfare le assurde richieste della Lega Nord, per questioni di equilibri politici interni alla maggioranza di Governo, o peggio ancora per sfruttare l’iniziativa a fini elettorali, come evidentemente dimostrato dal fatto che la proposta sia stata espressa da autorevoli esponenti del Governo in previsione dei ballottaggi per le ultime elezioni amministrative,
         
        Condanna
        l’iniziativa, celebrata dal ministro Bossi e da altri esponenti del Governo, poiché si tratta di una scelta puramente demagogica ed insensata, con la quale la maggioranza di Governo stabilisce un inutile aumento della spesa pubblica, proprio mentre contemporaneamente mette tasse sui ceti medio-bassi e taglia i servizi e le risorse destinate agli Enti Locali per far fronte alle esigenze dei cittadini, creando peraltro un pasticcio istituzionale senza precedenti,
         
        Condivide
        l’iniziativa presa dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, auspicando che vengano prese tutte le iniziative possibili affinché venga ristabilito l’originario assetto delle funzioni che Roma, Capitale dello Stato Italiano, è chiamata a svolgere quale sede degli Organi Costituzionali.
         
        Chiede
        infine che il presente atto venga reso pubblico attraverso:
        -         la pubblicazione sul sito internet istituzionale del Comune e sui social network ad esso collegati;
        -         l’invio a tutti gli organi di stampa locali e alle più autorevoli testate nazionali;
        -         l’invio al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, al Presidente del Senato, al Presidente della Camera, a tutti i Capigruppo di Senato e Camera.
         
        Votato a maggioranza dal Consiglio Comunale di Collesalvetti con 2 consiglieri astenuti
        (2 consiglieri risultavano assenti al momento della votazione)
         
        Chi è stato assente al momento del voto, era invece presente alla conferenza stampa di cui vi rimando il link...di che stupirsi ormai??? v. qui
         
        Per la serie... "un tempo qualcuno urlava Roma ladrona"!
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        GRAZIE!
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        Al termine dei festeggiamenti per la Notte Clara desidero ringraziare, a nome di tutta l'Amministrazione Comunale, i dipendenti comunali che hanno collaborato e si sono impegnati per la realizzazione dell'evento, così come tutte le associazioni di volontariato, per la loro presenza e testimonianza, nonchè tutti i commercianti che hanno aderito a questa iniziativa con entusiasmo e grande impegno. 
        La speranza è che questa festa possa crescere sempre più nei prossimi anni e che possa diventare un appuntamento fisso per i cittadini e per chi viene da fuori, naturalmente anche con la vostra partecipazione e il vostro contributo.
         
        via Umberto con gli stand delle associazioni di volontariatoMa GRAZIE va detto a tutta questa comunità, che troppo a lungo ho sentito definire poco propensa a mettersi in gioco, anche da chi nel rappresentarla avrebbe dovuto stimolarla il più possibile a dare il meglio di sé.
        Non servono solo le cosiddette "grandi opere" per rendere orgogliosa una comunità di se stessa, ma servono soprattutto le grandi passioni, quelle che spesso costano meno di quanto si pensi, ma che ripagano in maniera incredibile!
        NOTTE CLARA è lo specchio di questa comunità, una comunità che intende costruire la propria identità a partire dall'incontro con il prossimo: quanta gente ieri per strada! Nonni, bambini, mogli e mariti, ragazze, ragazzi....tutte le età...tutte le sensibilità...tutta la voglia di dire "ci sono anch'io"!
        Abbiamo riso, scherzato, ballato, ma anche dimostrato che Collesalvetti ha una creatività forte, che neppure i tagli alle risorse pubbliche possono annichilire..anzi..!!..paradossalmente, questo ci stimola a essere ancor più creativi!
        Quanta partecipazione...! I commercianti, tutte le attività che hanno aperto le porte ai cittadini o che si sono inventate un modo per andar loro incontro..le associazioni, che hanno voluto cogliere quest'opportunità per farsi conoscere, attirando magari in futuro nuove energie solidali al proprio interno.. E poi la cultura: 250 persone in un giorno solo alla Pinacoteca Servolini non c'erano mai state!!! La presenza di un autore importante come Lorenzo Greco, accompagnato da un attore di prim'ordine come Emanuele Barresi! La musica colorata e divertente de "Labanda Gastrica" e dei musicisti lungo la Via Roma! Le attività per i bambini in Biblioteca!...la buona cucina del ristorante all'aperto della Coop delle Colline Colligiane e lo stand dei prodotti tipici degli amici di Garching...!! Insomma, mille e uno modi per passare una serata di vera e propria LIBERAZIONE!!!
         
        Sono orgoglioso di essere Sindaco di una comunità come questa, che sa organizzarsi in tantissimi modi (non dimenticate le numerose feste e sagre paesane che vengono organizzate nelle nostre frazioni durante tutta  l'estate!)...chi pensa che eventi come questi siano fini a se stessi, sbaglia di grosso!
        La cultura è fondamentale e la cultura popolare può consentire a questa comunità di prendere coscienza delle proprie potenzialità...che, ovviamente, non si limitano solo all'aprirsi ad eventi come questi, ma anche al rivendicare un ruolo centrale nell'agire politico locale.
        Piazza della Repubblica durante la presentazione del libro di Lorenzo GrecoLa creatività che abbiamo raggiunge anche gli ambiti della programmazione politica, urbanistica, economica: certo, questo spaventa qualcuno.... Ma noi, forti della forza delle idee e della passione dell'essere "a servizio" di una comunità, con lo scopo di contribuire al perseguimento del bene comune, procediamo a testa alta, fieri di essere quello che siamo, incapaci di intimidirci di fronte alle accuse che qualcuno ci muove e fiduciosi che costruendo le basi dell'agire politico sui pilastri della VERITA'  e della RESPONSABILITA', sia possibile raggiungere risultati importanti.
        Non ci accontentiamo e non ci accontenteremo mai dei compromessi al ribasso che spesso ci vengono proposti: abbiamo delle idee forti, anche per portare nuove occasioni di sviluppo per il nostro territorio.
        L'identità di un territorio, se messa in gioco non "campanilisticamente", ma in forma di contributo costruttivo, può solo portare del bene, per tutti... Certo, per noi non vale più la logica dell'IMPORTANTE E' PARTECIPARE...
        Almeno che, parafrasando Gaber, non s'intenda per "partecipazione", l'essere "liberi" di agire.
         
        Sono sempre più convinto che l'idea della politica che abbiamo ereditato sia destinata a diventare un triste ricordo.
         
        Oggi (e sempre) c'è bisogno di verità e responsabilità.
        A partire dai piccoli Comuni, fino ad arrivare ai livelli più alti.....
        ....e se mi dite che sono un utopista...Grazie!....senza utopia a quest'ora avrei già staccato la spina o meglio....non sarei nemmeno qui!
         
        W COLLESALVETTI E LA SUA GENTE!
        (...e, per quanto riguarda Notte Clara, appuntamento al 18 luglio 2012!!!)
         
        Lorenzo
        un brindisi con gli amici di Garching
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        18 Luglio 2011: arriva la NotteClara a Collesalvetti
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        Per ricordare il 67° Anniversario della Liberazione di Collesalvetti, il Comune organizza la
        NotteClara, una serata all'insegna della cultura, dell'arte, della musica e del buon cibo!
        Non mancate!
         
        PROGRAMMA
         
        ore 17,30 presso Pinacoteca “C. Servolini” (Via Umberto 63)
        inaugurazione della Mostra “Adriano Baracchini-Caputi, Ettore Castaldi, Eugenio Caprini:
        Una triade per il divisionismo a Livorno”
         
        Ore 19,00 Piazza della Repubblica
        Lorenzo Greco presenta il suo libro “Il confessore di Cavour
        Candidato al Premio Strega 2011
        lettura a cura di Emanuele Barresi
         
        Dalle ore 20,30 Via Roma
        Spettacolo itinerante de La Banda Gastrica
         
        Ore 21 Piazza della Repubblica
        Sfilata di moda a cura del negozio Magia
         
        Ore 22,30 Piazza della Repubblica
        Recital de La Banda Gastrica
         
        Stand della Birra e dei prodotti tipici Bavaresi del Comune gemellato di Garching a.d. Alz
         
        E ancora….
         
         
         
         
         
         
         

        • Stand delle associazioni di volontariato in Via Umberto, Via Roma e Piazza della Repubblica
        • Apertura serale dei negozi e stand di artigianato
        • Ore 19-21,30 in Biblioteca: attività per bambini a cura del personale della Biblioteca e dell'Associazione culturale GAIA
        • Apertura straordinaria della Pinacoteca “C. Servolini”
        • Sfilata in costumi medievali trecenteschi in Via Roma e Piazza della Repubblica a cura dell'Associazione culturale Amici di Ulisse
        • Via Roma: postazioni musicali a cura dell’Istituzione Comunale “C. Schumann”
        • Apertura di alimentari, bar, panifici, gelaterie, pizzerie e ristoranti, con punti di ristoro
        • Piazza Gramsci: esposizione d'auto e moto d'epoca

         
         
         
         
         
         
         
        Organizzazione a cura dell’Amministrazione Comunale e dell’Istituzione Comunale “C. Schumann”
         
        Si ringraziano, per la partecipazione e il supporto, le Associazioni Culturali, sportive e ricreative del territorio,
        le Associazioni di categoria del commercio e dell’artigianato, i negozianti che aderiscono all'iniziativa e
        la delegazione del Comune gemellato di Garching a.d. Alz.
         
        *****************************************************************
        Per info:
        www.comune.collesalvetti.li.it - www.claraschumann.com
        E-mail: segreteriasindaco@comune.collesalvetti.li.it - Tel. 0586 980218
         
         
        Il programma dettagliato della Notte Clara
         
         
        inuti (lavori pubblici, infrastrutture, protezione civile, caccia)
         
         
         
         
         

        • 26 luglio: Ass. Tuci (attività produttive, agricoltura e turismo, aziende partecipate, diritti del cittadino e dell'impresa)
        • 6 Settembre: Ass. Crespolini (bilancio, patrimonio tributi)
        • 20 settembre: Ass. Demi (ambiente, sicurezza idraulica, innovazione tecnologica, infrastrutture digitali)
        • 4 Ottobre: Ass. Minuti
        • 18 ottobre: Ass. Tuci
        • 8 Novembre: Ass. Crespolini
        • 22 Novembre: Ass. Demi
        • 6 Dicembre: Ass. Fantozzi
        • 20 Dicembre: Ass. Menicagli

         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
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        9 Luglio 2011:
        "Ripartire dalle città"
        Il mio intervento al convegno dell'API di Livorno, alla presenza di Bruno Tabacci
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        ...o meglio "come avrebbe dovuto essere"  se non fosse che mi è stato modo di intervenire solo alle otto, in 2 max 3 minuti...però, visto che in queste cose ci credo, mi pareva giusto almeno pubblicarle integralmente qui!...
         
         
         
         
        Il titolo di questa iniziativa è “RIPARTIRE DALLE CITTA’”…
         
        Io penso che sia giusto, perché pur essendo di per sé insufficiente, rappresenta comunque l’unico punto di partenza possibile, ad oggi…
         
        Provo a spiegarmi…
         
        Se c’è un insegnamento derivante dalle ultime amministrative e dai referendum, è che al centro della scena politica italiana sono tornati i cittadini…
         
        Ed è da lì che si deve ripartire…con la massima flessibilità, senza rinchiudersi in schematismi, ma basandosi sul confronto aperto, a partire dalle esigenze dei cittadini…ripartendo da quell’esigenza di verità che per troppo lungo tempo la politica, a più livelli, ha voluto mascherare agli occhi della gente, e di responsabilità, che non si ferma certo ai 5 anni del proprio mandato, fregandosene letteralmente di tutto quello che avverrà dopo di noi…
         
        E allora la prima verità è che il Governo nazionale non c’è….o meglio, esiste solo come “mero ragioniere”…ma non ha idee, non ha iniziative, non ha programmi… si limita a tagliare…come se l’unico scopo di un Governo nazionale fosse quello di fare una somma, anno per anno, e dimostrare che i conti tornano, tagliando indiscriminatamente tutto a prescindere dalla rilevanza del settore in cui si taglia…
         
        Ed il bello, alla fine di tutto questo, è che i conti non gli tornano mai!!
         
        I dati della manovra pretenderebbero una vera rivoluzione delle autonomie locali…e con esse dei cittadini…
         
        Noi facciamo i salti mortali per far quadrare i conti, strappando anno su anno la patente di “comune virtuoso”, che però, di fatto, è diventato un titolo inutile…
         
        -          quest’anno abbiamo migliorato il saldo obiettivo rispetto al Patto di stabilità portandolo da 1 milione a 700mila euro….
        -          Recuperiamo ogni anno dai 200 ai 300 mila euro di evasione…
        -          siamo uno dei pochi comuni che rispettano i tempi di pagamento prima e meglio anche di tanti privati…contro una media nazionale che arriva ai 150-200 gg. in media…
        -          abbiamo mantenuto il trend della spesa sociale storica: il milione ed oltre che investiamo in questa voce è l’equivalente di quanto investivamo prima della crisi e delle mannaie di Tremonti…
        -          abbiamo ridotto la spesa del personale in modo sensibile, il tutto in un quadro nel quale la principale fonte di introiti, gli oneri di urbanizzazione, sono passati dai 3,1 mln del 2008 al (forse??) milione del 2011…
        -          senza citare i mancati ristorni dell’ICI…
         
        Cosa riceviamo in premio? Qual è il risultato di questa virtuosità?
         
        Oltre all’impossibilità di investire…TOTALE impossibilità…
         
        TAGLI!!!
         
        Ai  350 mila di quest’anno e 600 mila dell’anno prossimo sicuri, si vanno ad aggiungere gli 840 mila previsti per il 2013 ed il 1.320.000 del 2014
         
        Dunque, questo quadro, contornato dall’assenza di politiche industriali ed energetiche del Governo, ci mette di fronte uno scenario spaventoso…privo di riferimenti…dove navigare a vista con una barca nella quale entra acqua da tutti i pori…
         
        Quando all’orizzonte si perdono i riferimenti, l’uomo si guarda intorno e cerca gli appigli più vicini…
         
        I nostri appigli sono le relazioni tra enti locali, le possibili pianificazioni congiunte, in un quadro di regia almeno regionale…
         
         
        E se è il lavoro, il creare ricchezza, il primo, se non forse unico obiettivo da perseguire…
         
        …dobbiamo rimboccarci le maniche e provare a mettere in campo idee concrete…
         
        Abbiamo una grande responsabilità come Amministratori locali (che va ben oltre l’appartenenza di Partito)
         
        Io ho sempre mostrato fin dall’inizio del mandato la mia disponibilità immediata al dialogo, al confronto, all’individuare soluzioni congiunte con l’Amministrazione a noi più vicina e più storicamente legata, ossia il Comune di Livorno…l’interesse degli uni e degli altri, si concretizza in un interesse più ampio, quello del Sistema Economico Locale dell’area livornese, che dobbiamo vedere sempre più inserito in un contesto di Area Vasta Interprovinciale…
         
        [Apprezzo moltissimo l’iniziativa di Nencini, di porre le basi per 3 sole macroprovince regionali…
         
        Di fatto, oggi, le Provincie oggi non hanno più senso… ed anche il Partito Democratico ha perso una grande occasione in Parlamento per dare un segnale chiaro…]
         
        Ma torno al punto nodale: se è il lavoro, il creare ricchezza, il primo, se non forse unico obiettivo da perseguire…
         
        Partiamo intanto da quanto c’è…partiamo da una valorizzazione dell’esistente…
         
        Su Porto, Interporto, Infrastrutture e sicurezza idrogeologica dei territori, aree industriali… lo dico al Sindaco Cosimi…carne al fuoco ce ne abbiamo molta…
         
        Ed è tutto fortemente collegato….
         
        Ma anche qui, se vogliamo costruire qualcosa di importante, verità e responsabilità ci impegnano ad esprimerci con chiarezza: il nostro è un territorio nel quale i riflettori sono stati puntati, anche recentemente, sulle carenze infrastrutturali.
         
        Abbiamo sentito parlare di Lotto Zero, Tirrenica, pedaggiamenti vari e opere accessorie…ma il tutto, maledettamente contraddistinto dal minimo comune denominatore della gomma!
         
        Possibile che lo sviluppo potenziale del sistema economico locale possa essere traguardato solo in termini di potenziamento della viabilità su gomma, di strade, autostrade, gallerie…
         
        Non è ancora evidente a tutti che il vero gap infrastrutturale che questo territorio, e l’Italia intera scontano, sta nelle ferrovie???
         
        Prendiamo l’esempio che interessa maggiormente il territorio che amministro: l’Interporto di Guasticce.
         
        Se prendessimo in considerazione le proposte di legge che stanno circolando a Roma sul riordino della materia degli interporti, ci renderemmo conto di come, paradossalmente - e certo non per colpa di chi amministrando quella realtà tenta tutte le strade possibili per individuare soluzioni alternative – manchino per il nostro Interporto, dal punto di vista ferroviario, quelli che sono considerati i “requisiti minimi”…
         
        E se vogliamo dire la verità, non dobbiamo neppure far passare messaggi illusori come quando si dice che l’anno scorso sono transitati per Interporto 220 treni… Sappiamo tutti che erano treni che non portavano merci dentro Interporto, ma terre necessarie al consolidamento dei piazzali…
         
        Lo dico perché quando ci interfacciamo con i nostri interlocutori, ma anche con i cittadini, o partiamo da dati di verità, o rischiamo di non venir compresi.
         
        Dobbiamo pretendere da chi sta sopra di noi un impegno in tal senso, denunciando chiaramente che gli impegni sottoscritti ai vari tavoli, anche nell’ultimo accordo Stato-Regione, non prevedono finanziamenti per le infrastrutture ferroviarie….
         
        È una cosa che non possiamo più accettare e che è stata sollevata anche lunedì scorso dal qui presente Direttore Bernabò al Ministro Matteoli, in un convegno che si è tenuto a Viareggio.
         
        Ma anche lunedì. Nessuna risposta.
         
        Si dice che manca sempre un interlocutore al tavolo: Moretti…
         
        Ma io non credo manchi per esclusiva volontà sua. Le Ferrovie dello “Stato” si chiamano così per un motivo…
         
        Dunque non possiamo più permetterci di non richiamare ad un impegno concreto il Governo nazionale e le Ferrovie, per l’inerzia registrata sul nostro territorio e, per quanto riguarda il trasporto merci, su tutto il territorio nazionale…
         
        Mentre dunque si lavora, di concerto con la Regione, per individuare ipotesi alternative, comunque difficili e onerose, in assenza, tanto per cambiare, di politiche nazionali di settore, sempre per amore di verità e per responsabilità, nei confronti di quelle decine, centinaia, addirittura migliaia di lavoratori che hanno perso la propria occupazione negli ultimi anni, nel territorio livornese, abbiamo il dovere di porci, come noi abbiamo fatto, la domanda “se sia possibile aprirsi a nuove iniziative”…
         
        L’Interporto nonostante queste difficoltà infrastrutturali riesce comunque a intercettare traffici: alcune filiere si stanno consolidando, a partire da quella dell’agroalimentare…
         
        …e se la volontà del Presidente della Regione, che è anche la nostra, è quella di puntare su una   reindustrializzazione manifatturiera della toscana, cosa può renderla quanto meno possibile di più che l’intervenire su un abbattimento dei costi??
         
        …e, ci insegnano tutti, quali sono i costi maggiori che sostengono anche molte delle imprese presenti sul nostro territorio, se non quelli legati al trasporto, alla logistica…?
         
        Ecco perché un’ottimizzazione della filiera, un accorciamento della filiera, da perseguire mediante la riduzione delle distanze, mettendo a disposizione aree già urbanizzate, potrebbe consentire ad es. alle molte imprese del settore della componentistica e meccanica auto di radicarsi ulteriormente nel nostro territorio…
         
        Questo chiede Rossi…
         
        Questo noi ci ostiniamo a presentare come opportunità immediatamente spendibile: dieci ettari di aree dell’Interporto nelle quali localizzare, ad es., un Polo della meccanica e della componentistica auto che faccia da catalizzatore di quanto già oggi si è sviluppato sul territorio nel settore, a livello di imprese multinazionali e non, centri di ricerca, attività collaterali di servizio…
         
        Ed è anche per questo che nel chiedere a Livorno di sedersi al tavolo con noi, guardiamo ben oltre gli sterili confini provinciali, verso la Valdera, verso quelle aree che, a loro volta, si stanno impegnando per ottenere un’infrastrutturazione ferroviaria che le colleghi al Porto di Livorno, intercettando tutto un corridoio nel quadrilatero Pisa-Pontedera-Livorno-Collesalvetti in grado di rappresentare per l’economia regionale uno dei punti di forza per il prossimo futuro, più di quanto non lo sia già stato fino ad oggi…
         
        Misuriamoci su idee concrete di sviluppo, consapevoli dell’insufficienza di “piani economici su scala comunale”…
         
        …è ormai assodato che la dimensione minima è quella regionale, ed è lì che dobbiamo inserirci…
         
        in quest’ottica, a partire dal valorizzare l’esistente, possiamo apportare un contributo fondamentale al Piano Regionale di Sviluppo e alle iniziative che, faticosamente, la Regione sta mettendo in pista per compensare l’inerzia del governo…
         
         
        Chiudo dicendo  che sempre in quest’ottica dovremmo capire che è già oggi il tempo, anche a livello nazionale, di presentare proposte alternative concrete…e non diciamo che i nomi e le persone non contano…nell’era della comunicazione visiva, sono maledettamente fondamentali: certo, oggi per fortuna non contano più solo le facce, ma occorre accompagnare ad esse serietà e contenuti… ma sicuramente, blindarsi in rigidi schemi di partito oggi non aiuta più…basta vedere Milano, con un Sindaco come Pisapia ed un assessore al Bilancio come Tabacci…che non avrebbero mai ricoperto questi ruoli se ci se fosse limitati a far scegliere il candidato a Sindaco nelle stanze di Partito, come un tempo si faceva…
         
        Pisapia e Tabacci, due protagonisti di una squadra, che non riesco a definire né di sinistra, né di destra…ma sicuramente…che posso definire animata dal buon senso, dalla passione e dallo spirito etico… tutte caratteristiche che, se è valido il sillogismo per cui ciò che accade a Milano anticipa quanto accadrà poi in tutta Italia, lasciano ben sperare e infondono fiducia ed ottimismo, a prescindere dall’appartenenza politica di ciascuno di noi…
         
        Buon lavoro all’API di Livorno, ma soprattutto all’Assessore Tabacci, alla Giunta di Milano, dalla quale tutti noi ci aspettiamo ulteriori segnali, per un nuovo modo di fare politica, legato alla concretezza, alla competenza, alla serietà e finalmente antitetico all’illusionismo  berlusconiano in cui tutti noi siamo precipitati negli ultimi 17 anni, arrivando a degenerare quella coesione e quello spirito di appartenenza ad una comunità senza il quale nessuna riforma e nessun miglioramento si rendono possibili.
         
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        Collesalvetti si candida per accogliere l'IKEA
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        Dopo aver appreso dalla stampa la notizia che IKEA  intende rinunciare alla realizzazione di un nuovo punto vendita a Migliarino, ho immediatamente contattato IKEA Italia per offrire la piena disponibilità ad un insediamento sul territorio colligiano, disponendo di aree già attrezzate e urbanisticamente idonee per accogliere attività di questo tipo.
         
        Naturalmente tale offerta è stata preceduta da un colloquio telefonico con l’Amministratore Delegato di Interporto Luciano Pannocchia e con il Presidente Marco Susini, i quali hanno a loro volta manifestato massima apertura nei confronti del progetto.
         
        Siamo infatti presenza di un’opportunità che non può andare persa e riteniamo, per motivi oggettivi, che le aree interportuali possano rappresentare un’efficace soluzione da proporre.
         
        Condivido in pieno quanto affermato oggi dal Presidente Rossi, sia in merito alle nuove opportunità di lavoro che tale progetto offrirebbe, sia per la necessità di individuare risposte immediatamente spendibili da porre all’attenzione dell’Amministratore Delegato di IKEA Italia Lars Petersson.
         
        Le aree interportuali rispondono peraltro perfettamente alle necessità di ottimali collegamenti viari, i quali avrebbero ricadute positive sia per le esigenze logistiche dell’operatore, sia per l’accessibilità da parte della potenziale clientela.
         
        Ci auguriamo pertanto che tale proposta venga presa in considerazione da IKEA Italia e, in tal senso, lavoreremo di concerto con la Regione Toscana e l’Interporto A. Vespucci, al fine di valutare approfonditamente le possibilità di realizzazione di tale progetto.
         
         
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        La vetrina dei prodotti tipici dell'agricoltura di Collesalvetti
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        Soddisfazione da parte dell’Assessore all’Agricoltura, Turismo e Attività Produttive Benedetto Tuci che ha proposto e fortemente voluto la partecipazione (per la prima volta) di una scelta rappresentanza di prodotti agricoli e di aziende del territorio del Comune di Collesalvetti alle Notti Blu e delle aziende Costa di Nugola, Agriturismo Cà Lo Spelli e Tenuta Bellavista Insuese, presenti con vini, olio e salumi di alta qualità molto apprezzati dai visitatori.
         
        Tale offerta di prodotti tipici è stata integrata anche da una importante componente culturale, rappresentata dall’Associazione Culturale GAIA, che da 7 anni opera sul territorio per farne conoscere le bellezze storiche, naturalistiche e artistiche attraverso visite guidate e organizzazione di eventi culturali. Un abbinamento che rappresenta la formula vincente per la crescita e la visibilità del territorio del Comune, da far conoscere e “gustare” (sotto tutti i punti di vista) al turismo italiano e straniero, ma anche agli abitanti stessi delle città limitrofe che spesso scoprono angoli di natura e di cultura a loro sconosciuti.
         
        Da questa collaborazione tra Assessorato Comunale, aziende e l’Associazione GAIA è già in corso di programmazione un ventaglio di iniziative dal titolo “Walk & Taste” all’insegna di prodotti culturali ed enogastronomici del territorio, oltre al fondamentale approfondimento dell’aspetto della promozione, tramite portali di qualità quale quello del turismo della Regione Toscana, tra i più cliccati al mondo.
         
         
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        Ricevimento Assessori a Stagno
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        Continuano i ricevimenti degli Assessori presso il Centro Civico di Stagno, il martedì a partire dalle ore 18.
        Tali ricevimenti avranno luogo in seguito ad appuntamenti che i cittadini sono invitati a concordare direttamente con il Presidente del Consiglio di Frazione di Stagno, Sig. Giuseppe Cintio (n. cell: 3475724428).
        L’Assessore vice-sindaco Benedetti con delega ai rapporti dei consigli di frazione sarà presente agli incontri se espressamente richiesto.
        Qualora non ci fosse nessun appuntamento, gli Assessori non saranno presenti.
        Si invitano i cittadini a richiedere gli appuntamenti per il ricevimento in relazione alle competenze specifiche di ciascun Assessore
         
        Questo il calendario:
         
         
         
         
         

        • 21 giugno: Ass. Menicagli (Piano Strutturale, Trasporti, programmazione e sviluppo del territorio)
        • 28 giugno: Ass. Fantozzi (istruzione e formazione, sociale, cultura, associazionismo e sport, politiche della casa pari opportunità)
        • 12 luglio: Ass. Minuti (lavori pubblici, infrastrutture, protezione civile, caccia)
        • 26 luglio: Ass. Tuci (attività produttive, agricoltura e turismo, aziende partecipate, diritti del cittadino e dell'impresa)
        • 6 Settembre: Ass. Crespolini (bilancio, patrimonio tributi)
        • 20 settembre: Ass. Demi (ambiente, sicurezza idraulica, innovazione tecnologica, infrastrutture digitali)
        • 4 Ottobre: Ass. Minuti
        • 18 ottobre: Ass. Tuci
        • 8 Novembre: Ass. Crespolini
        • 22 Novembre: Ass. Demi
        • 6 Dicembre: Ass. Fantozzi
        • 20 Dicembre: Ass. Menicagli

         
         
         
         
         
         
         
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